Quanto è lontana quella squadra che dominava il calcio europeo
Quando i tifosi del Sassuolo hanno conosciuto la prima storica rivale in Europa il nome del Lucerna non aveva stuzzicato l’immaginario del popolo neroverde. Ieri l’urna di Nyon ha ripagato e con gli...
Quando i tifosi del Sassuolo hanno conosciuto la prima storica rivale in Europa il nome del Lucerna non aveva stuzzicato l’immaginario del popolo neroverde. Ieri l’urna di Nyon ha ripagato e con gli interessi, regalando al Sassuolo una delle grandi del passato, un club capace di alzare nel cielo di Bari la Coppa dei Campioni nel 1991 in faccia al Marsiglia di Papin e Abedì Pelè. Una squadra indimenticabile, specchio di una generazione di talenti unica, come mai la Jugoslavia aveva sfornato nella sua storia. Quella Stella Rossa regina d’Europa schierava Savicevic, Prosinecki, Mihajlovic, Pancev, Jugovic, Binic e sembrava destinata a dominare anche l’Europeo del ’92. Ma quella super nazionale, che voleva rifarsi della beffa di Italia ’90 (battuta ai rigori dall’Argentina di Maradona), non ha mai avuto la chance del campo, divisa e logorata come i popoli serbi e croati dalla guerra.
Una guerra che ha portato alla ribalta delle cronache il numero uno degli ultras della Stella Rossa di Belgrado, Željko Ražnatovic, la tigre Arkan. Il leader del Maracanà, lo stadio della Stella Rossa che a differenza della squadra è rimasto un catino temibile, dove il fattore campo è qualcosa che si può sentire sulla pelle, una presenza tangibile fin quando si percorre il lungo tunnel di accesso al campo. Chi lo attraversa deve pensare solo a giocare perché guardare quel muro di cemento che poi diventa umano quando si esce può dare i brividi.
Perché sul piano tecnico la Stella Rossa non è più quella di inizio anni Novanta, si è ridimensionata nel talento e nel blasone, tanto che ha dovuto condividere il dominio nel campionato serbo (la Super Liga) con il Partizan, l’altro club di Belgrado. Negli ultimi dieci anni 7 titoli sono andati al Partizan, solo 3 alla Stella Rossa. Ma l’ultimo cammino dei biancorossi, quello dello scorso anno, è stato un dominio incontrastato, che ha fatto rivivere le emozioni di un tempo: 82 punti, 82 gol fatti, 19 subiti, 26 vittorie, 4 pareggi e 0 (leggasi zero) sconfitte in 30 partite. Ma l’Europa resta un tabù per la Stella Rossa, che si è dovuta accontentare della “League”, uscendo dal preliminare di Champions in favore del Ludogorets.
Gli uomini del tecnico Miodrag Bozovic vorranno regalare al club almeno l’accesso alla seconda competizione europea, e per farlo punteranno sui due uomini gol in rosa: il portoghese Hugo Vieira (28 anni) e soprattutto il serbo Aleksandar Katai (25 anni). Insieme hanno collezionato 41 reti nella passata Super Liga, 20 il primo, 21 il secondo. Due che, però, non devono fare paura alla retroguardia del Sassuolo, una delle migliori della scorsa serie A.
Basterà non guardare quel muro. (gib)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
