Gazzetta di Modena

Sport

E il Braglia diventa uno Stadium in miniatura

di Maria Vittoria Melchioni
E il Braglia diventa uno Stadium in miniatura

L’abbraccio dei tifosi: tra questi anche la signora Lina, 76 anni, amica personale di Luciano Pavarotti

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Tra due ali di folla in festa, l'arrivo del pullman della Juventus in viale Monte Kosica è stato accolto come se fosse reduce da un trionfo in Champions. Clima gioioso che ha accompagnato i giocatori fin dentro le mura del Braglia, trasformatosi per una notte in uno “Stadium” in miniatura. Famiglie al gran completo con nonni e bambini che si sono entusiasmati nel sentir risuonare l'inno "Storia di un grande amore" e hanno preso d'assalto le bancarelle per assicurarsi le maglie di Dybala e Higuain. E proprio all'arrivo del Pipita, con tanto di hashtag di benvenuto in spagnolo, era dedicata la t-shirt più venduta. Sulle spalle di tanti si leggono anche il nome di Marchisio, assente perché in recupero da un grave infortunio, e di Pogba passato da pochi giorni al Manchester United di Mourinho. In tribuna Marotta e Paratici hanno riscosso un successo pari a quello dei giocatori alla loro entrata in campo, subendo l'assalto di numerosi tifosi armati di telefonino per scattare il selfie d'ordinanza. Sugli spalti del Braglia anche Eusebio Di Francesco che non si è risparmiato nel posare anche lui per le foto ricordo. Il premio alla supporter più fedele va alla signora Lina: «La prego non mi chiami signora. Per tutti sono la Lina Juventina».

Modenese doc, amica di Luciano Pavarotti, Lina, 76 primavere, è la "pecora nera" o, meglio, "bianconera" di una famiglia di interisti.

«Ho sempre seguito la Juve da quando ci giocava Sivori. Come mi piaceva Omar! - continua Lina che indossa la maglia di Buffon, sopra ad una elegantissima gonna nera al ginocchio con un paio di sandalini argentati ai piedi - me l'ha regalata Gigi in persona questa maglia. Ho anche quella di Brio, ma è di lana e mica volevo venire a morire di caldo. Pensi che avevo anche il cane bianconero che si chiamava Platini».

Il racconto di Lina continua con la tragica serata dell'Heysel: «Sono una sopravvissuta, sa? La mia famiglia mi ha vietato per tanto tempo di andare allo stadio, ma come vede stasera sono qui. Mi ha accompagnata il mio vicino di casa Salomon, che è di colore, così formiamo una coppia di amici davvero bianconeri».

Clima molto rilassato, a tal punto che Bonucci entra in campo e si siede sulla panchina degli ospiti prima e nella postazione dedicata al quarto ufficiale di gara poi, trovando, solo con l'arrivo di Allegri e dei suoi compagni, la giusta collocazione. Pochini i tifosi giunti dalla Spagna, tanti quelli giunti da tutta Italia per un totale di 14.323 paganti. Poi il match con il suo verdetto e la ripresa dei festeggiamenti all'uscita dei singoli calciatori dal campo, alcuni letteralmente spogliati dai raccattapalle, tutti osannati e chiamati per nome dalle curve. Post partita con libera uscita per tutti, visto il giorno libero concesso da Mister Allegri, che invece ha preferito fermarsi in Emilia e finire la serata al ristorante "Pasticcino" di Castelnuovo di Luigi "Gigi" Montanini da sempre buen retiro dei piloti della Ferrari da Villeneuve ad Alboreto, fino a Michael Schumacher.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google