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Notte magica a Carpi e torcida biancorossa per “Super Greg”

di Gabriele Farina
Notte magica a Carpi e torcida biancorossa per “Super Greg”

Centinaia di tifosi in piscina a esultare durante la gara Sostegno da stadio poi arrivano gli scongiuri verso la tv

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CARPI. Un abbraccio oceanico. Alla piscina Campedelli le distanze si annullano. Sono le 3.27 e Gregorio Paltrinieri è appena diventato campione olimpico. Davanti al maxischermo in centinaia fanno festa per il nuotatore carpigiano. È il punto più alto di una festa iniziata molto prima. Per quelli che l’hanno visto crescere è la realizzazione di un sogno vissuto insieme, per gli altri è una gioia da condividere e la febbre da social è ormai inevitabile.

Già dalle 23 iniziano gli arrivi e i selfie nell’area. Vicino alla console si trovano piccoli dischi con l’immagine del volto del nuotatore. Un modo come un altro per poter far rimbalzare foto in internet con hashtag come “#aspettandoGreg”. Tanti decidono di far trascorrere i minuti con un cocktail o con quattro passi di danza e sono moltissimi i giovani che arrivano da varie parti della provincia.

Lo spazio davanti al grande monitor è presto occupato da sedie bianche di plastica: chi si alza lascia una borsa o un bicchiere e qualcuno a vigiliare sul posto in prima fila. Il momento tanto atteso si avvicina e non hanno intenzione di perdere una postazione ravvicinata. Tuttavia, non andrà così.

Non sono nemmeno scoccate le tre ed ecco concentrarsi decine di persone presso il muretto che delimita l’ingresso della piscina. La porta girevole regge ancora un po’, ma poi cede il passo a decine di altre persone.

I tifosi comprendono che non tutti potranno seguire la finale dei 1.500 metri stile libero seduti. Forse non l’avrebbero fatto per la tensione. Sarebbe però impossibile vedere lo schermo con un muro umano a frapporsi. Presto la scena inizia ad assomigliare al “pit” di un concerto rock. Sotto il palco virtuale nessuno poga; tuttavia, i decibel per la prima inquadratura a Greg lascia intendere che sarà sostegno vero, deciso. La stella del carpigiano non risplende con un microfono, ma con cuffia e occhialini. L’acqua è il suo elemento, un mix di emozioni l’accompagnamento all’esecuzione poco dopo le 3.10. Le prime bracciate a Rio servono a riscaldare l’ambiente carpigiano. Al passaggio dei 150 metri parte l’assolo di Paltrinieri ed è subito applauso. Il nuotatore prosegue per quasi 14 minuti indisturbato e le mani dei tifosi continuano a battere. In un concerto non possono mancare le luci e un segnale giallo compare nell’acqua di Rio de Janeiro. È una linea che indica il record del mondo. A due terzi di gara il beniamino di casa viaggia più veloce e il pubblico sogna ancora più in grande. Mancano 500 metri. Tanti, troppi per smettere di temere che qualcosa possa andare storto. «Paltrinieri perde terreno» si sente dalla telecronaca. Fischi alla voce “iettatoria. Dorando Pietri perse - 108 anni fa - un drammatico oro nella maratona a Londra. Il pubblico non vuole il bis carpigiano e non lo vuole nemmeno Gregorio. Il record del mondo non arriva, ma l’alloro olimpico sì. Tricolori e coriandoli, Inno di Mameli e We are the Champions, abbracci e aggiornamenti in rete: la festa può partire.

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