«Per questa vittoria avrei dato l’anima»
«Ora stacco un po’ la spina, ma penso già al record del mondo»
RIO DE JANEIRO. A soli quattro mesi è stato messo in acqua dal padre Luca, 21 anni dopo è diventato campione olimpico. Un sogno, quello di Gregorio Paltrinieri, partito da una piscina di Novellara, a dodici chilometri da Carpi, e arrivato fino a Rio de Janeiro, dall'altra parte del mondo. Un cammino lungo, destinato a proseguire perché Gregorio è uno che non si accontenta e ora punta al record del mondo in vasca lunga: «Ce l'ho nelle braccia - ci ha confidato - manca solo la gara giusta».
Gregorio sei sul tetto del mondo.
«Sono felicissimo, mi sono tolto un peso enorme dalle spalle. Questa medaglia l'ho desiderata tantissimo. Solitamente sono molto sicuro di me stesso, ma venivo da un record del mondo e da tante vittorie e c'erano molte aspettative. Devo confessare che è stato snervante. Sapevo che potevo farcela, ma quando sei lì in finale con altri sette che ti vogliono sportivamente ammazzare non è facile. Sono stato bravo a gestire la tensione. Ho voluto subito essere lì davanti, vedere se qualcuno mi seguiva ma non ce l'hanno fatta».
Dopo l'oro olimpico che altro puoi aspettarti dalla tua carriera?
«Guarda, sono uno che non si accontenta mai. Non riesco mai a gioire fino in fondo per una medaglia perché penso subito alla gara successiva. Il mio obiettivo ora è il record del mondo, so che posso farcela, lo sento nelle braccia. Ci sono andato vicino anche qui a Rio ma alle Olimpiadi è importante vincere. Ora aspetto solo la gara giusta».
Hai la capacità di rendere semplici anche le missioni impossibili...
«Io mi alleno tantissimo, tutti i giorni. In gara devo solo dimostrare quello che so fare. È una vita che aspetto questo momento, da quando con mio padre facevo 24 chilometri per andarmi ad allenare nella piscina della Cooper Nuoto di Novellara. E a 15 anni sono andato via di casa per trasferirmi nel centro sportivo di Ostia. Una scelta difficile, stavo bene con la mia famiglia, con i miei amici, ma per fare il salto di qualità avevo bisogno di staccare un po' da tutto e andare per la mia strada. È stata una scelta difficile ma ne è valsa la pena».
A Carpi, dove sei nato hanno organizzato un maxi schermo nonostante fossero le 3 di notte.
«Sono contentissimo. Mi hanno mandato moltissimi messaggi che ancora non sono riuscito a leggere, ho ricevuto l'affetto di tutto il paese. Mi hanno detto che c'era anche il sindaco. Pazzesco».
Con te sul podio anche Gabriele Detti, bronzo. Il secondo in questa sua Olimpiade.
«È una storia fantastica. Ci alleniamo da anni insieme, condividiamo la stessa camera a Ostia. Sono felicissimo per come questa avventura sia maturata e di poterla condividere con un amico».
Rio 2016 non è stata l'Olimpiade della Pellegrini. Cosa vuoi dirle?
«Io posso solo dire che è una grandissima campionessa, che non si giudica una campionessa da una gara. Ha fatto tanto per il nuoto italiano e qualunque cosa decidesse di fare per la sua carriera sarà rispettata».
Come festeggerai questa tua medaglia?
«Me la voglio godere fino in fondo, stacco la spina e tra un mese ricomincio. Sinceramente ancora non mi sono svegliato dal sogno, mi sembra strano essere qui e aver concluso ciò che volevo fare. È una vita che aspetto questo momento, di venire qui da voi venire intervistato per un oro olimpico. Ora sono qui e ancora non ci credo. Avrei dato l'anima per vivere tutto questo e mi voglio godere ogni singolo momento».
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