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Nora: «Vogliamo almeno il bronzo, ce lo meritiamo»

di Davide Berti
Nora: «Vogliamo almeno il bronzo, ce lo meritiamo»

Il pallanuotista modenese oggi nella finalina col Montenegro «Ma contro la Serbia abbiamo sbagliato troppo in attacco»

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RIO. Perde 10-8 la semifinale con la Serbia campione del mondo e d'Europa e oggi alle 18 italiane affronterà il Montenegro nella finale per il terzo posto. Il settebello azzurro deve subito togliersi dalla testa la vittoria per 6-5 nel girone, lo sa bene il mancino modenese Alessandro Nora, che il giorno dopo la sconfitta prova con freddezza a trovare spiegazioni e nuove motivazioni: «Contro la Serbia è stata una partita molto strana. L'avvio ci ha condizionato: senza che noi ce ne rendessimo conto loro erano già in vantaggio di tre gol, siamo stati sempre costretti ad inseguire e quando questo succede con una delle squadre più forti del mondo, fai fatica a saltarci fuori. Loro hanno gestito, hanno giocato più tranquilli e noi ci siamo trovati con le gambe tagliate». Nora è molto realista: «In attacco abbiamo sbagliato troppo, in difesa in un paio di occasioni potevamo fare meglio. Quando fai questi errori rischi di compromettere la gara, e così è stato». Nora, nel giorno di riposo alla vigilia della finale per il bronzo, guarda avanti con ottimismo: «La sconfitta c'è la siamo messi alle spalle, sappiamo quello che abbiamo fatto fino ad oggi è sappiamo quale è il nostro valore. Dobbiamo ripartire da qui. Conosciamo bene chi ci troviamo di fronte, una squadra ostica che ci costringerà a lottare punto a punto, con una tensione ben diversa da quella che è stata la partita nel girone. Detto questo, sappiamo anche che abbiamo tutte le carte in regola per andare a conquistare questa medaglia, che tutti vogliamo a tutti i costi, nessuno la disdegna, possiamo meritarcela».

Il cittì Campagna lo aveva detto alla vigilia (“mi aspetto che la Serbia ci aggredirà dall'inizio per metterci in difficoltà sul piano fisico e psicologico”). Così è stato: «Peccato - commenta Campagna - abbiamo perso una grande opportunità per compiere un salto di qualità sotto tutti i punti di vista. Per la prima volta non abbiamo interpretato la partita come avevamo previsto. La Serbia non ha mollato un centimetro e ha giocato fino alla fine; è quello che dovevamo fare anche noi fin dall'inizio. Non è stata la Serbia che ci aveva schiacciato ai mondiali di Kazan, un po' ci abbiamo messo del nostro e due decisioni arbitrali hanno contribuito a chiudere il primo tempo sotto di tre. Rivolgo i complimenti alla Serbia, perchè merita la finale olimpica per quello che ha mostrato negli ultimi tre anni, però sono certo che con meno paura e tensione potevamo metterla in difficoltà. Adesso concentriamoci sulla finale per il bronzo, che è molto importante. Anche con il Montenegro ci sarà da soffrire e spero che i ragazzi traggano insegnamento da questa lezione e che sul piano fisico e nervoso riescano a cominciare meglio».

 

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