SuperGreg è tornato a casa a Carpi: «Una favola. E ora faccio il tifoso»
Il nuotatore carpigiano racconta la sua fantastica avventura, appena rientrato a casa dopo il trionfo di Rio. «Peccato per il Settebello. In bocca al lupo a Cecilia Camellini»
CARPI. L’oro olimpico? «È incredibile». Gregorio Paltrinieri sgrana gli occhi con la medaglia di Rio al collo. Deve compiere ventidue anni, ma, dentro, è rimasto il bambino che inseguiva i campioni per prendere esempio da loro.
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Al Festival della Filosofia, in piazza Martiri, sarà lui il testimonial. Lo è già in piscina, nella sua Carpi («sono carpigiano», spiega con orgoglio), quando nuota a fianco di nuotatori di ogni età come se fosse un atleta qualunque.
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La vittoria di Rio non l’ha cambiato, anzi. Il suo primo posto ha permesso a Elisa, una giovane affetta da leucemia, di andare nello spazio grazie al progetto “Sogni d’oro”. Sogni d’oro cullava il giovane Greg prima che la realtà lo stupisse. Il record del mondo è il prossimo obiettivo, ma prima c’è un invito a cui non intende mancare. Il sindaco Alberto Bellelli lo ha convocato al Festival della Filosofia per un intervento sull’agonismo.
L’appuntamento è per le 22 di venerdì 16 settembre in piazza Martiri. «Posso insegnare tanto - risponde il campione olimpico - faccio parte del mondo dell’agonismo ai massimi livelli. Ho vari retroscena da raccontare. Le Olimpiadi sono un evento straordinario. Dicono che vai per partecipare, ma quando ti trovi sul punto di vincere una medaglia non può non esserci più agonismo. E ora vediamo di fare una bella festa».
A Carpi ti vedono spesso in piscina e lo considerano quasi un fatto normale.
«Sì, mi alleno a Ostia da cinque anni, ma quando sono a casa nuoto insieme agli altri. Ho una mia corsia e in piscina mi fermano, mi fanno i complimenti. Molti vanno anche sott’acqua per studiare le mie bracciate. Le persone mi guardano per dieci minuti, poi però tornano a nuotare. Tanti invece i bambini che mi chiedono foto: questo è l’aspetto più bello. Facevo lo stesso io con i personaggi che ammiravo».
Michael Phelps, il nuotatore più titolato di tutti i tempi, ti ha definito un fenomeno.
«Ci salutiamo, ma non ci siamo mai parlati. Certo questa cosa mi ha fatto piacere».
A Rio alle Paralimpiadi ci sarà anche Cecilia Camellini, nuotatrice modenese.
«Lei la conosco bene, ci siamo parlati varie volte: farò il tifo. Spero possa fare il meglio possibile. È una bravissima ragazza».
La Pellegrini, invece?
«Non è andata bene. Le gare possono andare bene o male. Lei ne ha vinte tante, ogni tanto ci sta di perdere. Le altre erano a un livello altissimo e lei quest’anno non ce l’ha fatta. Non ho ancora capito se continuerà o no. Ha fatto comunque la sua bella carriera. Non le si può rimproverare nulla».
Hai seguito la pallanuoto olimpica?
«Sì».
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Hai visto che Alessandro Mora non ce l’ha fatta?
«Con Alessandro siamo grandi amici. Il Settebello viene a Ostia, conosco tutti i giocatori molto bene. Stavano giocando benissimo, si poteva sperare nella finale per il primo posto. Con la Serbia la partita non è stata bellissima (Italia sconfitta 10-8), però se la possono giocare per il bronzo. Farò il tifo per loro».
Sei un grande esperto di basket. Non hai potuto però osservare gli Azzurri.
«Non ci siamo qualificati. Sono andato lo stesso a guardare una partita degli Stati Uniti. È stato bellissimo».
Il giocatore che ti ha stupito di più?
«Il mio preferito è Carmelo Anthony».
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Tutti ti reclamano: Carpi, Reggio, Ostia...
«Mi sento carpigiano: sono nato a Carpi, mi sembra ovvio. Da piccolo mi allenavo a Novellara, in provincia di Reggio. Da un punto di vista sportivo mi sono sempre allenato lì, ma dentro sono carpigiano».
Carpi “rischiò” di vincere un oro olimpico con Dorando Pietri. Hai pensato a lui?
«Conosco bene la storia. In tanti me l’hanno ricordato dopo, ma in gara non ci ho pensato. Ero così concentrato che non mi è venuto in mente».
Hai realizzato che sei campione olimpico?
«È una bella soddisfazione, è incredibile: è ciò che ho sempre desiderato. È il massimo che potessi fare».
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