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Monica Borelli, addio Paralimpiadi

Monica Borelli, addio Paralimpiadi

Problemi cardiaci per l’arciera: «Ho sperato fino all’ultimo, ma non andrò a Rio»

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«Non andrò a Rio». Monica Borelli non ha ricevuto il nulla osta per partecipare alle Paralimpiadi. All’arciera modenese, numero 11 al mondo, è stato riscontrato un problema cardiaco. «A giugno ho fatto la visita al Coni - spiega la 45enne - e mi hanno trovato aritmie. Mi stavano curando, mi hanno curato. Purtroppo, non c’è stato modo per gareggiare. La commissione era già in Brasile. Avevo tutte le carte in regola, ho sperato fino all’ultimo di partire». Monica ha affrontato difficoltà nel corso della sua carriera. Da quando era ragazza soffre di sclerosi multipla. La patologia non le ha impedito di eccellere nell’handbike prima e nel tiro con l’arco dopo. Nella prima specialità sono giunti riconoscimenti internazionali come gli Europei 2012. «Ho vinto tutto per anni - riprende l’intervistata - ma purtroppo la categoria in cui gareggiavo (WH1) non c’era alle Paralimpiadi. Mi è stato proposto di provare con l’arco e me ne sono innamorata quasi subito. Per un anno ho fatto qualche garetta di handbike, poi ho mollato: non ti puoi dividere tra due sport». La Robin Hood di Modena dedica almeno due ore al giorno alla disciplina. «Serve una buona pazienza - spiega Monica - perché ci sono momenti in cui non va come dovrebbe. È uno sport dove la testa conta al 90%. Sono seguita da Marco Pedrazzi, uno dei migliori allenatori che ci sia. Quando ho l’arco in mano non devo pensare a niente, se non alle sequenze giuste e a vedere il giallo (il colore del bersaglio). Se ti fai pensieri sbagli e io ne ho avuto una prova». Gli atleti gareggiano con i cosiddetti normodotati. Qualcosa da rimproverare alla Federazione italiana per l’esclusione? «Il presidente Marco Scarzella è anche vicepresidente della Federazione mondiale - risponde l’arciera - la nostra Federazione è abbastanza a posto. A volte fanno però un po’ di confusione e ci vanno sotto gli atleti». Vacanze rimandate, dunque, per l’atleta che continuerà a tifare Fabio Azzolini, Eleonora Sarti e compagni. La testa è già a Tokyo 2020. «Ci saranno prima i Mondiali nel 2017 - assicura Monica - poi gli Europei. Non ho mai smesso di tirare e non mollo».

Gabriele Farina

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