Il Castelfranco manca il colpo del ko, l’Alfonsine ringrazia
I biancogialli sprecano e chiudono i tempi regolamentari sull’1-1. Si va ai rigori e il dischetto qualifica i romagnoli
CASTELFRANCO. Dopo le tante parole estive finalmente il momento di far parlare il campo con l’esordio in Coppa Italia; al “Ferrarini” arriva la neo promossa Alfonsine per sfidare la rinnovata Virtus: in campo infatti otto nuovi acquisti. Nel primo tempo la partita ha tutte le caratteristiche tipiche di una gara di fine agosto: ritmo basso, occasioni poche e automatismi molto lontani da essere tali. La Virtus parte leggermente meglio con qualche buono spunto di Oubakent, poi perde campo e l’iniziativa passa all’Alfonsine che mette in luce il guizzante esterno offensivo Casalone. Proprio da un notevole spunto dell’ala romagnola il vantaggio ospite con Vittorini che incautamente stende in area l’avversario provocando un rigore. Salomone non sbaglia, uno a zero. L’Alfonsine in fiducia sfiora anche il raddoppio al 31’ con un bel tiro da fuori di Tosi ben parato da Mikhael. Proprio in quello che sembra il momento peggiore per la Virtus il pareggio: sugli sviluppi di un corner un rimpallo favorisce Vittorini che trova la deviazione vincente sotto porta e si fa perdonare l’errore commesso nell’episodio del rigore. Uno a uno ottenuto con il minimo sforzo. Altro Castelfranco nella ripresa, la squadra di casa sfiora due volte il gol nei primi due minuti, prima con Personè che non sfrutta un liscio di Bertoni e mette alto da solo davanti a Calderoni; poi con un tiro-cross di Oubakent che non trova nessuna deviazione di un compagno. Continua il monologo della Virtus, altra grande occasione al 61’ quando Personè, in posizione dubbia, fa la sponda per l’inserimento di Signorino che davanti al portiere mette però a lato. Ad azione finita Bertoni eccede nelle proteste per il mancato fuorigioco fischiato prendendo così il secondo giallo e lasciando l’ Alfonsine in dieci. Sembra mettersi bene per la Virtus che però non riuscirà più a farsi pericolosa fino al 90’ quando Bandogo di testa costringe Calderoni ad un intervento miracoloso per togliere il pallone dal sette della propria porta. Le squadre soffrono il caldo e la stanchezza, i calci di rigore sono inevitabili; l’Alfonsine non sbaglia un colpo e fa cinque su cinque, la Virtus si rammarica per il rigore di Girelli che incoccia la traversa. Passa l’Alfonsine.
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