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Il Modena annega nel Garda

dall’inviato Paolo Vecchi

Romero entra nella ripresa e fredda la squadra di Pavan irriconoscibile rispetto al Parma

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Caro Modena, la serie C è questa. È uno stadio che ha solo una tribunetta e in cui mancano gradinate e curve. Dove gioca una squadra che non ha nulla di blasonato e che ha un nome anche un po’ buffo: FeralpiSalò. Ma su questi campi si incontrano anima, cattiveria, voglia di vincere e di sudarsi la pagnotta. Non c’è scampo per chi pensa di essere favorito da un nome, da una storia e da una maglia prestigiosa. Si affonda, in questi campi, se non si getta sul campo la determinazione degli avversari e non si rispettano tifoserie come quella gialloblù che si muovono in massa, portando a Salò 350 persone spinte dalla buona prestazione col Parma e dalla voglia di rivedere un Modena operaio, combattivo e orgoglioso. Nulla di tutto ciò: una partita indecente, interpretata male fin dalle prime battute forse anche da mister Pavan che, per premiare chi ha giocato finora a discapito dei nuovi, ha schierato nel primo tempo un attacco incapace di far male a una mosca. La FeralpiSalò ci ha messo l’anima e i due metri di Romero, bomber entrato nela ripresa per trovare subito la stoccata vincente di testa che ha deciso il match. Basso e Tulissi inseriti dopo l’intervallo hanno provato a fare qualcosina, ma ieri era impossibile svegliare il Modena.

Gli assoli della “diavoletto” di Angus Young e il rock potente degli Acdc, sparato a volumi industriali dagli speaker dello stadio Turina, increspano le acque del lago di Garda che lambiscono il piccolo impianto di Salò. Acque che si aprono pronte ad inghiottire i canarini nel confronto coi Leoni di Asta.

Rispetto al Parma, dove c’era un derby da gestire contro una delle superpotenze del torneo, a Salò la partita è da costruire con gioco e determinazione. Pavan può contare sui nuovi Bajner, Basso e Laner, ritrova Tulissi squalificato alla prima, ma opta in attacco per Diakite riferimento centrale per Schiavi e Loi. In mezzo Giorico basso alle spalle di Salifu e Olivera. Dietro Marino è tolto di mezzo dall’influenza e cede il posto a Zucchini, non essendo ancora a disposizione Cossentino. 4-3-3 per i gialli, idem per Asta che si mette a specchio. L’ex Caglioni è tra i pali del bresciani protetto da Gambaretti, Codromaz, Ranellucci e Allievi. Davì si posiziona dietro Settembrini e Maracchi, Bracaletti e Guerra supportano Gerardi.

Il Modena parte malissimo, spompo e svogliato, e si capisce subito che il trio offensivo della FeralpiSalò ha un brio decisamente superiore a quello dei gialli. Asta mette Gorico nella morsa di Davì e Maracchi, Olivera e Salifu non danno una mano al tamburino sardo che, anche quando ha la palla tra i piedi, non trova mai Calapai e Popescu.

Il giochino è fatto: locali padroni in mezzo al campo e attivi in attacco anche se raramente Manfredini corre pericoli nonostante le incertezze di Aldrovandi e Zucchini. Modena insidioso con un colpo di testa di Diakite, ma sono i Leoni del Garda a fare il match e a creare grattacapi con Bracaletti e un tiro di Settembrini, che Manfredini neutralizza in due tempi.

Di Schiavi e Diakite non c’è traccia e Loi non rientra nemmeno in campo perchè nella ripresa al suo posto c’è Tulissi. Che fa subito alcune cose importanti, ma i compagni, per dirla alla modenese, dormono in piedi. Il popolo gialloblù spinge, cerca di scuotere inutilmente i canarini. Gerardi capisce che può colpire: ci prova di testa al 57’ scontrandosi con un miracolo di Manfredini, ci riprova subito da fuori ma manca di poco lo specchio. Poi deve uscire per Romero, un attaccante alto due metri che fatica a mulinare le gambe, ma che di testa ci sa fare. E lo dimostra al 68’ quando Guerra si beve Popescu e mette in mezzo un pallone su cui il neo entrato va a nozze sfruttando il ritardo di Aldrovandi.

FeralpiSalò avanti, dentro Basso per Olivera e Modena che passa al 4-2-3-1 con Tulissi, Schiavi e lo stesso Basso ad agire dietro a Diakite. Qualcosa si muove, ma non è giornata. Allora dentro Bajner a sette minuti dalla fine per un Popescu imbarazzante, ma al magiaro non arriva un mezzo pallone. Fischio finale, le acque del Garda si richiudono: il Modena è annegato.

@PaoloVp305

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