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QUEL FLEBILE CONFINE SOGNO-REALTÀ

Il telecomando, domenica, è stato impietoso: appena dopo pranzo noia mortale a Monza, poco dopo batticuore a Silverstone. La scontatissima Formula 1 dove vincono quasi sempre le Frecce d’Argento ha...

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Il telecomando, domenica, è stato impietoso: appena dopo pranzo noia mortale a Monza, poco dopo batticuore a Silverstone. La scontatissima Formula 1 dove vincono quasi sempre le Frecce d’Argento ha dovuto specchiarsi con una MotoGp palpitante, con sorpassi e controsorpassi a ogni curva e con sette vincitori diversi nelle ultime sette sfide. È vero: i beniamini di casa hanno raccolto due terzi posti, sia nel teatro della noia sia in quello del thrilling. Ma vuoi mettere: la Ferrari festeggia perché il podio l’ultima volta lo aveva visto cinque Gran premi prima e perché sa che quello è il massimo; Valentino Rossi gioisce perché ha in cuor suo la pazza idea della remuntada, perché è da tre Gp che Marc Marquez, leader del Mondiale, gli arriva dietro. E perché nella lotta corpo a corpo ha rivisto di nuovo la debolezza del rivale che, pur potendo contare su 50 punti di vantaggio, non vuole accontentarsi rischiando la frittata. Anche stavolta è accaduto e allo spagnolo è andata di lusso, perché lo zero in classifica è stato scongiurato per un soffio. Ed è su questo che conta Vale per provare a mettere pressione, fin dal Gp di domenica nel cortile di casa, a Misano. Sì, certo: poi ci sono anche le Ducati dei due Andrea (Dovizioso e Iannone) ma è Valentino con la sua rincorsa alla leggenda fra le leggende che appassiona anche i meno avvezzi alle cose dei motori. La sua è un’impresa quasi impossibile. E il bello sta tutto in quel quasi: perché Rossi sa abbattere i confini fra sogno e realtà. E piace soprattutto per questo. (s.t.)

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