Vettori, c’è chi dice no: l’opposto non firma per l’Olimpiade a Roma
Luca Vettori è stato l'unico dei medagliati italiani alle Olimpiadi di Rio de Janeiro a non firmare la lettera inviata a Virginia Raggi, il nuovo sindaco della Capitale, per sponsorizzare la...
Luca Vettori è stato l'unico dei medagliati italiani alle Olimpiadi di Rio de Janeiro a non firmare la lettera inviata a Virginia Raggi, il nuovo sindaco della Capitale, per sponsorizzare la candidatura di Roma ai giochi olimpici del 2024. Una scelta forte, una scelta alla Luca Vettori. Il giocatore di Modena Volley si è da sempre contraddistinto per il suo spiccato senso civico e la sua attenzione al mondo che lo circonda, uscendo più volte dal terreno della pallavolo per ribadire concetti importanti e sostenere idee, frutto di un approfondimento e di un convincimento personale. Vettori è stato l'unico dei 69 medagliati azzurri a dire no alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2024, l'unico che si è soffermato sui problemi che potrebbe soffrire la Capitale dopo essere stata scelta per l'organizzazione dei giochi.
«Non volevo essere contro nessuno, ho semplicemente espresso la mia idea e la mia opinione – ha spiegato l'opposto canarino - mi sono documentato, penso che un'Olimpiade organizzata a Roma possa portare più problemi rispetto a benefici. Non parlo di volley e nemmeno di impianti sportivi, sto parlando a livello politico e a livello di diritti civili. La mia è stata una scelta ponderata, non volevo fare polemica. In punta di piedi ho espresso la mia decisione».
Vettori ne ha parlato durante la conferenza stampa dedicata al suo ritorno dopo le Olimpiadi brasiliane, Olimpiadi che hanno visto l'Italia salire sul secondo gradino del podio.
«Rio è stata un'esperienza gigantesca. Nel complesso sono molto contento sia della prestazione della squadra, sia per la mia prestazione individuale nonostante abbia giocato poco. Sono stato bravo a metabolizzare il mio essere atleta olimpico e non pensare troppo al mio ruolo di gregario. Adesso ho tanta voglia di giocare e scendere in campo con Modena, ci rimbocchiamo le maniche per fare una grande stagione. Sarà un anno lungo, ricco di impegni. Mi sento di poter dire che, visto il mio terzo anno di militanza in gialloblù, la mia presenza cercherà di essere più forte, sia in campo che fuori. Anche quando avrò una giornata tecnicamente storta, voglio essere più leader, trasmettere qualcosa ai miei compagni. Io e gli altri “vecchi” di questo gruppo dovremo essere bravi a mantenere il clima e spensierato che si era creato negli anni scorsi. Poi creare un po' di magia durante le partite, ma per quello siamo tranquilli perché c'è Earvin (Ngapeth ndr)». (f.c.)
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