Carpi in buona compagnia, cadono anche le altre big
Serie B. I biancorossi di Castori hanno incassato la prima sconfitta a Cesena, ma anche il Verona inciampa a Benevento. Scricchiola il modulo con una punta
Dopo tre sole giornate, tutte le favorite della vigilia hanno già assaggiato il sapore della sconfitta. Al Frosinone, che l'aveva fatto malamente alla seconda contro il Brescia, si sono aggiunte Carpi e Verona, con gli scaligeri letteralmente asfaltati e Benevento. Il campionato di Serie B è un calvario di 42 giornate, ed è normale che l'avvio riservi sorprese in attesa che emergano i valori. Per adesso guidano due neopromosse, ed è giusto così. A mister Castori il compito decifrare le luci e le ombre emerse a Cesena. Tra le prime c'è una indubitabile solidità difensiva, rinforzata dall'arrivo di Struna, apparso già in palla. Tra le seconde una condizione fisica ancora da perfezionare e un equivoco tattico da risolvere. Niente di imprevedibile, visto che con uno staff tecnico identico, fu così anche nella stagione 2014-15, con la quale vien naturale il paragone. Quell'anno, concluso con la promozione in Serie A, la forma migliore arrivò ad ottobre. Ma il Carpi visto a Cesena è anche un equivoco tattico, che continua a fare una fatica maledetta a creare pericoli nell'area avversaria. Fin qui, Bianco e compagni hanno tirato in porta 9 volte contro il Vicenza, 11 contro il Benevento e 3 volte contro il Cesena. Sono pochine. I novanta minuti del Manuzzi hanno bocciato momentaneamente la soluzione con Catellani unica punta. L'unica scusante è l'assenza di Lollo, abbinata alla giornata di scarsa vena di Crimi, chiamato a sostituirlo alle spalle della punta. L'impressione, però, è stata quella di vedere il Carpi muoversi e pensare come se lì davanti ci fosse ancora Mbakogu nella sua edizione migliore, quella vista in Serie B. Non può essere, appunto, che un equivoco, visto che il nigeriano non c'è più, e Catellani non può fare lo stesso gioco. L'espediente possono essere le due punte, con Lasagna dal primo minuto.
Ma quando manca, come accaduto sin qui, l'equivoco si manifesta inevitabilmente, visto che non si possono chiedere miracoli a De Marchi, in Serie D fino a due mesi fa, e Comi non sembra sin qui ritenuto adatto alla filosofia della profondità. Una matassa di cui andrà trovato il bandolo.
Fabio Garagnani
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