Gazzetta di Modena

Sport

Sassuolo Calcio

È uno Squinzi senza limiti: «Sassuolo in Superlega»

È uno Squinzi senza limiti: «Sassuolo in Superlega»

Mister Mapei: «Dobbiamo migliorare ancora per partecipare al futuro torneo dei top team ed esser stabilmente nelle prime tre-quattro squadre d’Italia»

3 MINUTI DI LETTURA





SASSUOLO. Chissà se dopo aver visto Juventus-Sassuolo Giorgio Squinzi avrà cambiato opinione. Difficile, perché le ambizioni del patron neroverde vengono da lontano e una sola partita, per quanto disgraziata, probabilmente non basta a mettere in discussione i suoi convincenti, riportati in un'intervista pubblicata ieri da La Stampa che riportiamo nei suoi passaggi salienti. L'Europa League appena conquistata non basta al patron, che vuole un Sassuolo stabilmente seduto al tavolo delle big del calcio italiano: "Mi conforta vedere che con le grandi squadre nella scorsa stagione abbiamo sempre giocato alla pari, spesso vinto e quando abbiamo perso è stata anche per errori arbitrali. La strada presa è quella giusta: il Sassuolo - ha ribadito mister Mapei dalle colonne del quotidiano torinese - deve puntare sempre all'Europa. È i passaggi a vuoto di Inter e Milan per esempio ci possono aiutare». Il Sassuolo riparte quindi con rinnovate ambizioni, incardinate sulla coppia Di Francesco-Berardi: «Di Francesco è centrale al nostro progetto, ha cominciato con noi e insieme a noi è cresciuto. Se ho mai avuto paura di perderlo? Direi proprio di no, ma intanto gli ho prolungato il contratto fino al 2019. Berardi è un ragazzo dalle grandissime qualità ma ancora timido. Poteva andare alla Juventus, è rimasto e sono felicissimo». La polemica col ct Ventura? Sono stato frainteso. Non era ironico il mio commento, Berardi ha talmente tante qualità che potrebbe giocare in qualsiasi ruolo: per questo - ribadisce il concetto Squinzi - bisogna essere coraggiosi a lasciarlo a casa. Poi ogni allenatore fa le scelte che vuole». Proprio l'italianità, insieme alla linea verde, resta uno dei pilastri della politica societaria, che anche nell'ultimo mercato estivo ha seguito quasi alla lettera i dettami del patron: "Per il bene del Sassuolo e per quello del calcio nazionale. Giovani e italiani. Poi non sempre si riesce, al centro dell'attacco quest'anno abbiamo Matri che proprio giovane non è, ma è italiano». Le parole di Squinzi non sorprendono, nemmeno quando dimostra che la sua ambizione punta addirittura alla Superlega che dovrebbe coinvolgere i top team del continente. Un rilancio che non stupisce, perfettamente in stile Squinzi: "Non mi sento necessariamente un mecenate. Il Sassuolo è una voce nel bilancio dell'azienda Mapei. È un bellissimo strumento per migliorare l'immagine del nostro gruppo, ma non per questo sono disposto a fare follie. Qui paga la programmazione. Cosa penso della Superlega di cui si sta discutendo a livello europeo? Siamo un gruppo presente in trentasei Paesi e quindi dobbiamo migliorare ancora i nostri risultati sportivi per entrare in quella Superlega e diffondere ancora di più il nostro nome». Dall'Europa League all'ancora embrionale Superlega: secondo Squinzi, che rispolvera i trionfi sulle due ruote a pedali, si può fare. La favola del Leicester, detta il patron, è replicabile anche a tinte neroverdi: «Nel 1994 esordimmo nel ciclismo con il marchio Mapei e nessuno ci diede credito. Alla fine dell'anno quella squadra fu la migliore del mondo. Noi come il Leicester? Il calcio a volte si diverte con le sorprese».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google