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Pedrosa guastafeste, Rossi beffato

di Cristiano Marcacci
Pedrosa guastafeste, Rossi beffato

Gp di San Marino. Valentino va in testa e s’illude ma al traguardo è secondo. Grande rimonta dello spagnolo della Honda

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MISANO ADRIATICO. Quell’impennata sul traguardo, sotto la bandiera a scacchi, sa tanto di liberazione. Di fuga dalle catene dell’anonimato e dalle cornici del dipinto di eterno incompiuto che gli era stato colorato addosso. Lo sport e i motori sanno anche essere fiabeschi e in un pomeriggio ti restituiscono tutto quello che ti avevano tolto per mesi e mesi.

A Misano Adriatico, per il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, la giornata del riscatto, e che riscatto, è firmata da Dani Pedrosa. In sella alla sua Honda ha vinto con il piglio del campione navigato: ha studiato dalle retrovie la situazione, pur sapendo che la sua moto aveva qualcosa più degli altri, ha aumentato il ritmo quando ce n’era bisogno (suo il nuovo record della pista in gara) e ha attaccato al momento giusto. Prima si sbarazza di Marquez, guadagnando la terza posizione, poi, a undici giri dal termine, infila anche Lorenzo.

Quest’ultimo era partito in “pole”, ma al secondo giro ha dovuto alzare bandiera bianca nei confronti di uno scatenato Valentino Rossi, che al Carro ha costretto all’errore il campione del mondo in carica, disunitosi al momento d’impostare la curva e rimasto troppo largo per cercare di rintuzzare l’entrata del Dottore, definita poi «troppo aggressiva» dal maiorchino. In quel momento, per Rossi era quasi fatta. Sostenuto dai centomila del “Marco Simoncelli” (per l’esattezza 158.396 spettatori nell’intero weekend), il campionissimo di Tavullia ha cominciato a tenere un apprezzabile e costante passo gara, riuscendo a confezionare un significativo margine di vantaggio sul compagno di squadra, ma nel contempo, dietro e giro dopo giro, Pedrosa ha cominciato a portare fieno nella cascina del trionfo. Un successo su cui lo spagnolo ha scommesso già prima della gara, quando cioè ha deciso di utilizzare per l’anteriore la gomma morbida. Sulla griglia la maggior parte dei piloti, compreso Valentino, sceglieva invece la gomma media sia all’anteriore che al posteriore. Solamente Marquez e Vinales si differenziavano, puntando sulla dura all’anteriore. In pista la fragranza di vittoria “esplode” a nove giri dalla fine: Rossi non può farci nulla, Pedrosa fa centro al primo attacco, alla curva del Rio, e se ne va con un passo irresistibile. È lui, che dal 2002 si aggiudica almeno un Gran Premio all’anno, l’ottavo vincitore diverso consecutivo in questo 2016 ed è sempre lui ad eguagliare le 52 vittorie di Phil Read. Valentino ha due buoni motivi per consolarsi: la marea gialla in festa che tracima dalle tribune e dai prati e invade il tracciato per andarlo ad omaggiare sotto il podio e il fatto che il divario dal capoclassifica provvisorio Marco Marquez, giunto quarto, si è ulteriormente limato. Tra i due ci sono ora 43 punti di differenza, con ancora cinque gare da disputare. La rimonta ha i contorni dell’impresa, ma il Valentino visto a Misano può sicuramente continuare a sperarci.

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