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Boilini, la regina del “4k”

di Filippo Franchini
Boilini, la regina del “4k”

È una delle 21 donne “eroiche” ad essere arrivata al traguardo in Valle d’Aosta

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"Illustri e silenziosi spettatori dell'evento i maestosi 4K valdostani". Così recita lo slogan che accompagna la prima edizione del 4K Alpine Endurance Trail Valle d’Aosta, dove i 4K sono nell’ordine il Monte Bianco (4.810 metri), il Cervino (4.478), il Monte Rosa (4.634) ed il Gran Paradiso (4.061).

Di Ermanna Boilini colpiscono la calma e la tranquillità. Una voce pacata, che racconta con naturalezza un’impresa di quelle da mettere in cornice e raccontare ad amici e parenti negli anni a venire. Perché Ermanna, classe 1957 all’anagrafe, fa parte di quel manipolo di “eroi” che ha iscritto il proprio nome nel primo atto di questa estrema cavalcata sulle Alte Vie della Valle d’Aosta: un viaggio lungo qualcosa come 350 chilometri, con un dislivello positivo di oltre 25mila metri.

«Non credo di aver realizzato ancora bene quello che ho fatto – racconta Ermanna – per il momento affiorano nella memoria immagini sparse. Su tutte, una mattina al Col di Nana, era l’alba, si vedevano da una parte il Cervino e dall’altra il Monte Rosa. Sotto, una nebbia fitta a coprire tutta la vallata: qualcosa di meraviglioso».

Qualche numero, per rendere l’idea. 150 ore di marcia, 4 minuti e 29 secondi: quelli che sono serviti ad Ermanna per tagliare il traguardo di Cogne il 9 settembre ed entrare nella storia.

«Sono arrivata venerdì pomeriggio alle 15,01, dopo essere partiti sabato mattina. Quasi una settimana di sfida con me stessa, forse un modo per dimostrarmi una volta di più che ogni traguardo è possibile. Ho avuto tanto tempo, durante il tragitto, per immaginarmi l’arrivo. Ogni volta che il pensiero volava al traguardo, finivo per commuovermi in gara; sarà stato per questo che quando l’ho tagliato sul serio quel traguardo, dove ad attendermi c’erano i due Graziano della mia vita, il mio compagno e mio fratello, di lacrime non ne sono più scese».

La chiamano Duracell, facile intuire il perché.

«Quando inizio, trovo il mio passo e non mi fermo più – ci scherza su la Boilini, una delle sole 21 donne al traguardo della 4K valdostana – Non riesco ad andare forte, ma sono portata per le lunghe distanze, mi affascina la sfida con me stessa. Vado a sensazione, sapendo che arrancherò in salita, che recupererò in discesa e che me la giocherò nei tratti in piano. E’ stato così anche in Val d’Aosta, anche se questa volta è stata davvero una corsa massacrante, mai un tratto pianeggiante. La tappa di giovedì è stata durissima: ho lasciato l’ultimo campo base mercoledì sera alle 7 e sono arrivata al seguente il giovedì alle 8, dopo un percorso molto selvaggio».

Un passo dopo l’altro, fino al traguardo.

«Un po’ di preoccupazione c’era all’inizio, ma per fortuna è svanita subito: ero tranquilla e durante il giorno ho sempre tirato dritto, alternando corsa a camminata e fermandomi solo ai ristori o a fare qualche foto nei punti più scenografici. La prima notte di gara non ho dormito, mentre dalla seconda in poi mi sono concessa un paio d’ore di sonno. E’ proprio di notte che l’avventura diventa epica, nel silenzio, sotto le stelle. Negli allenamenti in solitaria, mi sono fatta 90 chilometri partendo alle 2 di notte di un venerdì da Fanano, per tornare alle 3 di sabato: Cimone, Libro Aperto, Cima Tauffi, cartina alla mano. Non provo paura, è un’esperienza bellissima, molto intima».

Unica modenese in gara, Ermanna ha corso con i colori del Team Mud&Snow, con i quali ha intrecciato il proprio percorso dal 2014. Una carriera di corsa inziata ufficialmente nel 2009 con la Cortina-Dobbiaco.

«Sono sempre stata amante dello sport, ma non ero costante. La vita è quella che è, si dà priorità ad altre cose, poi è giunto il momento giusto per la corsa, dopo aver dedicato gli anni 90 alla mountain bike. Ho iniziato a correre dopo i 50, firmando la mia prima maratona sul Lago di Garda a settembre 2009. Nel 2012 ho sposato la filosofia trail, mi attiravano troppo le corse nella natura. Volevo fare la Ecomaratona del Ventasso, ci sono riuscita e dieci giorni dopo ho corso la prima edizione di Cima Tauffi . Nel 2014 la prima Ultra, con la Abbott’s Way, sugli Appennini e finalmente la prima vera gara in montagna, con la Dolomiti SkyRun, senza più fermarmi».

Appunto, Duracell.

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