Sassuolo e Bilbao scoprono di avere la stessa filosofia
I neroverdi puntano su giocatori italiani con appena quattro stranieri in rosa, l’Athletic da sempre schiera solo baschi
SASSUOLO. C'è un filo, sottile, che unisce la filosofia dell'Athletic Bilbao e quella del Sassuolo. Un filoche ha a che vedere con l'idea che il calcio non è solo un gioco, uno sport, ma che porta con sè anche un dato culturale. Come molti sanno l'Athletic è una società che ha nel dna solo il Paese Basco, quell'area che insiste in particolare sul territorio spagnolo (nel nord est, con Bilbao e San Sebastian come centri principali, ma anche con la provincia di Alava) e in parte, minore ma comunque consistente, in Francia, un Paese, quello Basco, che ha una propria lingua molto antica (e molto diversa da quelle parlate in quasi tutto il resto d'Europa) e una identità fortissima, che purtroppo negli anni si è anche esplicitata tramite la lotta armata dell'Eta. L'Athletic Bilbao è quindi una sorta di “squadra nazione” (i baschi si sentono proprio così, al di là del fatto che non c'è una nazione basca vera e propria) e da sempre i giocatori di questa squadra sono baschi per nascita o almeno per origine. Non solo spagnoli, dunque (basti pensare a Lizarazou, francese ma basco, o allo stesso tecnico della nazionale transalpina ed ex juventino Didier Deschampes, nato nella porzione francese di questa regione. Il Sassuolo, dal canto suo, ha una filosofia che prevede di valorizzare principalmente talenti italiani o comunque cresciuti nel nostro Paese e nella società neroverde. Una scelta molto definita, che nel calcio italiano attuale fa balzare agli occhi i neroverdi come una anomalia. Più semplice trovare squadre quasi solo straniere piuttosto che società che investono, per scelta, su giocatori italiani (e anche giovani, altra scelta controcorrente). Non si può certo dire che il Sassuolo è l'Athletic Bilbao d'Italia, ma è vero che non così azzardato un accostamento, almeno sotto il profilo della filosofia. Da una parte c'è il Bilbao (che ha come contraltare, sempre in Spagna dove ci sono più regioni/nazione, il Barcellona per la Catalogna senza però arrivare a tesserare solo giocatori catalani), dall'altra la squadra di patron Giorgio Squinzi che fa dell'orgoglio italiano e di una certa idea di calcio la propria bandiera. A Reggio Emilia giovedì sera ci saranno due squadre molto diverse, per storia, tradizione, titoli vinti e notorietà, ma anche con un (piccolo) filo che le lega tra loro.
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