Defrel: «Col Bilbao ci sarò, il Sassuolo farà un gran match»
L’attaccante francese è recuperato per la sfida di domani «Siamo carichi, abbiamo tanta voglia di passare il turno»
SASSUOLO. Un pit stop rapido e ora Defrel è pronto a ripartire: «Le mie condizioni buone, sto molto meglio», spiega il francese (che ieri ha ricominciato ad allenarsi regolarmente insieme al resto dalla squadra) dal salotto tv di Barba & Capelli «e come tutti i miei compagni non vedo l'ora che arrivi la partita con l'Athletic. E' una cosa nuova per tutti noi: ce la siamo meritata ed è bellissimo». La sconfitta di Torino è già alle spalle, secondo l'attaccante, che torna per un attimo sul ko contro la corazzata bianconera: «Eravamo carichi perché giocare con la Juve è sempre bello, sono i migliori della serie A. Forse abbiamo sbagliato approccio alla gara ma Higuain è l'attaccante più forte del campionato e se viene lasciato solo segna di sicuro. Alla fine abbiamo provato a giocare: peccato, dovevamo farlo prima. Che ci serva di lezione».
Sarà l'Athletic a misurare subito la capacità di reazione: «E' un sogno giocare contro queste squadre. Quella con l'Athletic è la partita più difficile ma sono sicuro che faremo una grande gara. Siamo arrivati fino a questo punto e abbiamo voglia di passare il turno. Possiamo farcela». Dagli schermi di Trc, il francese è andato a ripescare aneddoti ed episodi sulla sua carriera, cominciata quasi per caso: «Mi allenavo una volta alla settimana e poi giocavo la domenica per la squadra del mio quartiere. Non avrei mai pensato che avrei fatto il calciatore. Sono sempre rimasto nel mio quartiere, non volevo andare via. Poi mi hanno chiamato per fare tre giorni di prova a Parma e poi non sono più andato via. I primi anni in Italia non sono stati facili. Dopo Foggia avevo voglia di tornare a casa, per fortuna dopo sono andato a Cesena: mi sono innamorato della squadra e del Manuzzi. Poi avevo diverse proposte ma mi ha convinto il gioco del Sassuolo. Per me era impossibile pensare di arrivare ad alti livelli. La voglia di emergere m'è rimasta, perché mi ricordo da dove sono venuto». E la maturazione tattica del “centravanti per caso” prosegue: «Come mi trovo da prima punta? Sui movimenti lavoriamo tanto, Di Francesco è contento anche se mi chiede più gol. L'inizio è stato buono ma posso fare di meglio».
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