Pasino, Grieco e un derby magico: la Longobarda spinge il Modena
Nel novembre 2000 freddarono la Reggiana al Braglia. Rubinho: «Il mio primo gol in gialloblù, una gioia pazzesca per i tifosi. Forza gialli, ma oggi c’è una società non all’altezza di questa piazza»
MODENA. 6 novembre 2000, una di quelle date da ricordare nella storia del Modena. Il mito Longobarda stava nascendo e due alfieri di quella straordinaria squadra che portò il Modena dalla C alla A in due anni, sotto la guida di Gianni De Biasi, misero il sigillo sull’impresa. Quel giorno, infatti, in un Braglia gremito si gioca Modena-Reggiana. Diluvia, ma sui granata si abbatte l’uragano di una formazione spaziale che colpì col più classico dei punteggi: 2-0 e tutti a casa, firmato Vito Grieco e Rubens Pasino.
«Ricordo tutto - attacca Rubinho, il poeta del pallone - la pioggia torrenziale, la vittoria e il mio primo gol con la maglia del Modena. Scartai anche il portiere e la Curva esplose: sì, credo di averne segnato uno molto bello. Fu un momento stupendo, per il successo, ma soprattutto per i nostri tifosi che sentono questo derby come quello con il Bologna. Non si vinceva da tempo con la Regia, e fu una gioia regalare loro una simile soddisfazione. Io credo che le sfide con Bologna e Reggiana siano sentite allo stesso modo».
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Dopo 16 anni torna il derby, purtroppo per colpa di una retrocessione che ha riportato il Modena in serie C.
«Ma sono altri tempi. Allora c’era la Longobarda, oggi, permettetemi di dirlo, il Modena, soprattutto la società, non è all’altezza della piazza, dei propri tifosi e della città. Mi dispiace molto che sia così perchè Modena mi ha adottato, ci vivo, ed significato tanto per me. La retrocessione lascia sempre un segno e so che nella squadra attuale ci sono tanti giovani che andrebbero aiutati e sostenuti. È molto interessante Tulissi che porta anche il mio numero: un bel segno, i “10” a Modena sono sempre stati di grande qualità, speriamo che la storia si ripeta».
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« A Teramo - prosegue Pasino - è arrivata una bella vittoria firmata da Schiavi, un trequartista, un ruolo ormai sacrificato ai moduli. Ma ce ne fossero anche nel calcio moderno. Ora speriamo che si svegli anche qualche punta.Mi fa piacere che il Modena abbia rialzato la testa conquistando tre punti pesanti. Per la classifica, ma anche per Pavan. Simone è stato un compagno di squadra, è un amico animato da una grandissima passione per il calcio e il suo lavoro. E non è proprio un neofita. Già due stagioni fa fece bene salvando i gialli. Ma non si può chiedergli troppo: servono i giocatori bravi, se non li hai puoi essere bravo finchè vuoi, ma vai poco lontano. Forza Modena per domenica».
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