Modena, rabbia giusta ma sei anche colpevole
L’arbitro Robilotta ha favorito la Reggiana negando un penalty clamoroso e graziando Perilli, ma non c’è solo un pessimo fischietto nel ko nel derby
Tra i tanti rigori negati nella storia del calcio, quello che l’arbitro Robilotta non ha concesso al Modena nel derby potrebbe entrare tranquillamente nella top ten.
Nel fermo immagine che pubblichiamo accanto è evidente come il portiere granata Perilli entri col piede sinistro sulla tibia di Loi travolgendo l’attaccante gialloblù. Un fallo nettissimo con il fischietto di Salerno che aveva tutta la visuale libera per poter giudicare correttamente. Ricordiamo cos’è accaduto. Corre il terzo minuto quando Mogos effettua un retropassaggio a Perilli che si produce in un maldestro controllo coi piedi. La palla gli scappa lontana e viene intercettata da Loi che la fa passare accanto al portiere per andarsela a riprendere e metterla dentro. Intenzione stroncata dal brutale intervento dell’estremo difensore della Regia che scalcia e travolge l’attaccante canarino. I due sono completamente soli sul limite dell’area di porta e tutto lo stadio attende il fischio dell’arbitro a sancire il penalty e la conseguente espulsione del portiere di Colucci. Invece nulla e nonostante le proteste dei gialli e del popolo gialloblù, Robilotta lascia correre.
Dopo tre minuti il Modena avrebbe potuto trovarsi con un rigore da trasformare e in vantaggio di un uomo per quasi tutto il match. La rabbia dell’ambiente canarino è quindi giustifica, ma guai a trasformare in un alibi un episodio negativo anche se ha dell’incredibile. Perchè poi il Modena, giocando un buon primo tempo, il vantaggio lo aveva comunque trovato e anche ben gestito fino all’intervallo.
Al ritorno in campo, scattano le colpe della sconfitta. C’è subito l’errore clamoroso di Manfredini su un tiro a lunga gittata e senza pretese di Giron. Tre minuti dopo Popescu sbaglia un disimpegno intercettato da Calvano che mette in mezzo da destra. Tutti in ritardo su Guidone che gira di prima intenzione trovando il tocco galeotto di Marino che trasforma la conclusione del granata in un beffardo pallonetto.
Due dormite e micidiale uno-due della Regia. Negli oltre 40 minuti che restavano da giocare, il Modena ha offerto il peggio denunciando una disarmante impotenza. Giocatori senza attributi? È la risposta più facile, ma a volte gli attributi saltano fuori se la squadra è ben sistemata in campo. Come è accaduto a Teramo, quando modificando il modulo dal 4-3-3 al 4-2-3-1 la rimonta arrivò con tanto di gol e vittoria. Pavan, invece, ha cambiato in favore di un 4-4-2 che ha spento il Modena ed esaltato una Reggiana che nel primo tempo era sembrata una squadra normalissima. D’accordo sull’errore di Robilotta, ma il Modena deve recitare un bel mea culpa. Tornando ai moduli: il 4-3-3 non produce nulla, il 4-4-2 è un disastro, il 4-2-3-1 ha fatto centro alla prima occasione. Con Olivera basso al fianco di Giorico, Tulissi, Schiavi e Basso sulla trequarti avversaria e una punta centrale di riferimento il Modena, che ha una buona fase difensiva, potrebbe sfruttare in trequarti tre giocatori rapidi e di spunto offrendo a Giorico qualche riferimento in più che non i soliti palloni laterali ai due esterni bassi. Come dicono i vecchi saggi, i giocatori non debbono essere schiavi del modulo, semmai il contrario. Soprattutto quando non puoi comprare chi vuoi, ma chi puoi. (p.v.)
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