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La “Banda Castori” non molla, il Carpi ha il ritmo di 2 anni fa

di Fabio Garagnani
La “Banda Castori” non molla, il Carpi ha il ritmo di 2 anni fa

Serie B. Vecchia guardia biancorossa sempre protagonista Nove punti in 6 gare come nella stagione della promozione

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La banda Castori riporta il Carpi esattamente dov'era due anni fa dopo sei giornate: nove punti, due vittorie, tre pareggi e una sola sconfitta. Tre gol fatti e quattro gol subiti in meno, e quindi con una differenza reti addirittura superiore. Per i biancorossi, rimanere prigionieri del proprio passato sembra quasi una condanna. Sarà anche vero, come detto dal ds Romairone la scorsa settimana, che il paragone con la stagione della promozione è "un errore che non stiamo commettendo", ma il Carpi fa di tutto per renderlo naturale, a partire dalle scelte in campo: contro l'Entella c'erano ben dieci undicesimi di quei protagonisti. L'unica eccezione, Crimi, era già insieme al gruppo dalla Serie A. La prestazione contro i liguri, la migliore della stagione, restituisce anche qualche nodo da sciogliere. A partire dai fiori all'occhiello del mercato estivo: Catellani, Comi e Blanchard. Tutti in panchina. Segno che il loro inserimento nei meccanismi di Castori, che rimangono sostanzialmente immutati nei punti di forza rispetto a quelli di due anni fa, è ancora là dal venire. Che Catellani desse vita a un equivoco tattico era già stato scritto: da prima punta non ha le caratteristiche necessarie, da seconda costringe la squadra a perdere l'equilibrio garantito da Lollo in trequarti. Per risolvere l'arcano, il tecnico l'ha tolto dall'undici. Un paradosso per il giocatore qualitativamente più importante della rosa. Non se la passa meglio Comi, che sembra completamente avulso dai piani tattici. L'ex livornese aveva fatto bene in Coppa Italia, propiziando due gol contro la Maceratese, segnandone uno contro il Perugia da subentrante. Poi solo una decina di minuti finali a Cesena nel disperato tentativo di recuperare lo svantaggio. Per Blanchard occorrerà capire se la scelta tecnica sia stata davvero dettata solo dalle caratteristiche degli avversari, o se abbia un profilo di lungo corso. Fatto sta che tutti i volti nuovi arrivati in estate faticano a mantenere il passo e costringono a rivedere il giudizio dato unanimemente sul mercato condotto da via Marx soprattutto se, come potrebbe accadere a breve, basta la sola assenza di Lasagna per creare una situazione di emergenza offensiva. A meno che non si creda davvero che le spalle del giovane De Marchi, in Eccellenza fino a tre mesi fa, possano reggere tutta questa pressione.

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