Il calcio non abita più a Modena
Gara senza occasioni e brodino per i gialli, l’unico pericolo di Tulissi. Alla fine sono fischi
MODENA. Dovremmo parlare di una partita di calcio, di un incontro della settima giornata del disgraziato campionato di Lega Pro tra il Modena e il Bassano. Dovremmo parlare di un match con tiri in porta, errori, decisioni sbagliate dell'arbitro, di gol, insomma di qualcosa che anche minimamente si avvicinasse al gioco più bello del mondo. Invece dobbiamo raccontare di un calcio avvelenato dalla pochezza tecnica di un match sicuramente meno divertente ed avvincente di una partita tra scapoli e ammogliati di una sagra del porcino sul nostro Appennino.
Novantacinque minuti di nulla assoluto: il Modena doveva vincere per riscattare le due sconfitte consecutive con Reggiana e Ancona e per mettere qualche punto in una classifica che lo vede già relegato sul fondo. Il Bassano doveva essere la squadra che tremare il mondo fa, ma anche da parte veneta una miseria totale. Il Modena di Pavan viaggia a fari spenti e in un buio sconcertante per la mancanza di anima, struttura di gioco e gamba: non che il tecnico abbia un organico dorato da gestire, ma qualcosa di meglio potrebbe sicuramente proporlo. Invece squadra a specchio sugli avversari per annullare sé stessi e anche i ragazzi di D'Angelo. Siccome la difesa tiene, il giochino di non perdere è riuscito, ma con pareggi in casa e sconfitte fuori si va incontro sparati verso un'altra stagione d'agonia.
Un tiro in porta di Tulissi, l’unico ad avere il guizzo, e basta, nemmeno quello per il Bassano. I gialli chiedevano aiuto al Braglia nel doppio confronto consecutivo con Bassano e Sudtirol, ma a forza di proposte indecenti il popolo geminiano, che sta marciando verso i minimi storici evitati dallo zoccolo duro della Montagnani e da alcune centinaia di tifosi dalla fede pura, abbandonerà questa squadra al proprio destino e senza troppi rimpianti. Caliendo raccoglie i frutti del suo seminato, Pavan pure. Perché se in sede è pianto e stridore di denti, sul campo non va molto meglio. Il Modena non ha una manovra, è lungo 60 metri, e di, giornata in giornata, sta rinunciando anche a quel minimo di qualità che potrebbe proporre per gettarsi sulle caviglie dell'avversario e pensare soprattutto a non perdere. Di manovra offensiva non se ne parla neppure. I numeri: tre punti e un autogol in quattro uscite al Braglia; due reti e tre punti a Teramo e due ko a Salò e Ancona il bottino fuori casa.
Mancano Schiavi e Basso, Calapai è fuori per scelta tecnica e anche Olivera ha problemi: Pavan, dopo aver studiato il Bassano, si mette a specchio con un 4-4-2. Manfredini tra i pali, Accardi torna in difesa sulla destra mentre a sinistra, al posto di Popescu, debutta a sorpresa Minarini. In mezzo esordio di Cossentino al fianco di Marino. Besea e Giorico i due centrocampisti centrali; a destra c'è Tulissi, a sinistra Loi. Diakite e Ravasi le due punte o presunte tali.
D'Angelo si oppone con Bastianoni in porta protetto da Formiconi, Barison, Bizzotto e Crialese. Falzerano, Bianchi, Proietti e Minesso la linea centrale, Maistrello e Fabbro le due punte. Ravasi trova subito la via del gol, ma è in fuorigioco e l'arbitro Balice di Termoli non convalida a scoppio ritardato. Al 7' Tulissi parte centralmente, sfonda, ma il suo sinistro dal limite è facile preda di Bastianoni. Stessa sorte per una conclusione da fuori di Fabbro. Il primo tempo è tutto qui.
Nella ripresa, a parte un bel sombrero di Ravasi con tiro alle stelle, non accade nulla. Pavan inserisce Popescu a destra nella linea di centrocampo togliendo Diakite e alzando Tulissi al fianco di Ravasi. Popescu a destra ha le stesse possibilità di Gatto Silvestro di acchiappare Titti. Poi a una manciata di minuti dalla fine Bajner, che non è certo uno spaccapartite per struttura fisica e attitudini tecniche, rileva lo stesso Tulissi.
Nulla era, nulla rimane e sono fischi con un misero punticino che va ad aggiungersi a un classifica sanguinante. Chi paga un biglietto vorrebbe assistere a una spettacolo, anche modesto, ma il calcio, in questo momento e probabilmente fino a quando Caliendo resterà al timone, non abita più a Modena.
@PaoloVp305
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