Di Francesco sibillino «Doveva vincere il Milan e infatti...»
«Se dico quello che penso mi squalificano. Grande prova del Sassuolo ma gli errori dell’arbitro sono stati decisivi»
MILANO. "Il Milan è più forte, anche come società, e doveva vincere...". Eusebio Di Francesco affida il suo sfogo a caldo ai microfoni delle tv satellitari. E, incalzato in sala stampa, pochi minuti dopo non cambia versione. Sul banco degli imputati, ovviamente, l'arbitro Guida e i suoi orrori a senso unico: "Non vorrei commentare, anche perché - ironizza il tecnico - gli arbitri sono bravissimi. E se dico quello che penso mi squalificano". Un commento sugli episodi incriminati, però, alla fine lo concede. "Tra il rigore non concesso a Politano, con Donnarumma che aveva ormai perso il pallone, e quello fischiato a Niang ha pesato di più il secondo, più che altro per il momento della partita, il Milan era in grande difficoltà. Ma Niang fa fallo prima su Lirola, credo abbiate visto tutti. Non fa piacere perde in questo modo, non meritavamo la sconfitta: gli errori dell'arbitro sono stati determinanti". Preferisce spostare l'attenzione sul Sassuolo che per più di un'ora ha fatto tremare la San Siro rossonera: "Nella preparazione di questa gara abbiamo fatto qualcosa di eccezionale. Sono soddisfatto di tutti quelli che hanno giocato, compresi quelli al debutto. Andate a vedervi la nostra formazione di partenza: avevamo 8 giocatori su 11 nati dopo il 1991. Il Milan ha giocatori nettamente più forti di noi, che avevamo pure sette assenze. Prendo e metto da parte anche questa, ci servirà per crescere. Provo a prenderla con filosofia ma di fronte a certe cose non posso che rosicare..." Raramente s'è visto un Di Francesco così arrabbiato. E anche per questo il mister preferisce parlare di calcio piuttosto che di Guida: "Sul 3-1 avevo chiesto alla squadra di attaccare ancora, perché non siamo in grado di gestire il vantaggio. E stavamo giocando molto bene, dal punto di vista offensivo abbiamo fatto una grande gara, anche se adesso direte che siamo stati ingenui..." L'amicizia con Montella, almeno quella, è salva, nonostante tutto: "Quella non si discute. Da buon napoletano, è stato più furbo di me ma stasera (ieri, ndr) non lo chiamo di sicuro".
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