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L’arbitro Guida il Milan Il Sassuolo defraudato

dall’inviato Stefano Aravecchia
L’arbitro Guida il Milan Il Sassuolo defraudato

Episodi dubbi a senso unico, incredibile sconfitta in rimonta: da 1-3 a 4-3

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MILANO. Debutto trionfale per la sperimentazione della moviola, testata per la prima volta ieri a San Siro in Milan-Sassuolo. Non potendo ancora interagire con i direttori di gara per segnalare sviste, i tre arbitri-video hanno assistito impotenti alle nefandezze del loro collega in campo Guida. Si limiteranno solo ad una relazione a fine gara che, per quanto riguarda il fischietto di Torre Annunziata, sottolineerà la disparità di valutazione sugli episodi dei due rigori. Quello non concesso ai neroverdi e quello fischiato ai rossoneri, in altrettanti momenti chiave della partita. Ovvio che se il Sassuolo si è fatto rimontare dall'1-3 al 4-3 sarebbe riduttivo addossare tutta la responsabilità al direttore di gara che però ci ha innegabilmente messo molto del suo. L'ingresso di Niang ha sicuramente sparigliato le carte in un match che al minuto 56, dopo l'uno-due di Acerbi e Pellegrini, sembrava essere incanalato verso un'impresa (meritata) a tinte neroverdi. E invece il rigore concesso al Milan per il contatto Antei-Niang (col francese che prima commette platealmente fallo su Lirola), ha dato il via alla rimonta rossonera, un episodio che ha cambiato la dinamica della partita. Qualcuno dirà che il fallo ci può anche stare, a lasciare perplessi è comunque il metro di valutazione: Guida al 32' sul punteggio di 1-1 ha sorvolato su un fallo ben più evidente di Donnarumma, che disinteressandosi del pallone ha messo giù con una manata Politano. Se non è rigore quello, men che meno lo è quello su Niang. E non va dimenticato un altro episodio accaduto al 19’: Adjapong segna colpendo di testa con la palla che gli schizza involontariamente sul braccio, “schiacciandola” in rete. L’arbitro annulla, l’interpretazione è controversa ma nulla di paragonabile alla questione dei due rigori. Dove non v’è nulla da interpretare.

Partita pirotecnica

In mezzo, e dopo, questi controversi episodi è successo di tutto a condire una partita pazzesca e pirotecnica. Che, per certi versi (e non solo per il risultato), ha ricalcato quella del 12 gennaio 2014 con la clamorosa rimonta al Mapei del Sassuolo sotto 0-2, con il poker di Berardi ed esonero finale di Allegri. Un 4-3 che avrà riportato alla mente di Eusebio Di Francesco, all'epoca allenatore del Lecce, quello subito per mano del Milan (da 3-0 a 3-4) il 23 ottobre 2011. Corsi e ricorsi storici.

La lezione di Genk

Il Sassuolo visto ieri a San Siro non è stato nemmeno lontano parente di quello maltrattato giovedì sera a Genk in Europa League. Nonostante tutte le problematiche di organico che persistono in casa neroverde, la partita è stata preparata in maniera eccellente, anche sotto l’aspetto mentale. La squadra ha fornito una grande prestazione, infarcita di coraggio e personalità, dimostrando però di non saper gestire il risultato e di mancare di sangue freddo nei momenti chiave della partita. Al netto degli errori dell'arbitro Guida e del rocambolesco finale, il Sassuolo se ne esce da San Siro a testa alta, con la consapevolezza di un aver subìto una sconfitta del tutto immeritata.

La mazzata e il tracollo

Di Francesco ha reinventato l'ennesima formazione diversa con Letschert terzino e la grande novità Adjapong - al debutto da titolare - esterno alto del tridente con compiti difensivi in fase di non possesso. Per larghi tratti del match il Sassuolo ha lasciato al Milan il possesso palla colpendolo tre volte, illudendosi di avere la vittoria in mano dopo i gol di Acerbi e Pellegrini nel giro di 120 secondi. Con il pubblico sull'orlo di una crisi di nervi e una squadra, quella rossonera, allo sbando, è accaduto l'inimmaginabile. Colpi di scena che solo uno sport come il calcio può regalare. Detto del rigore generoso (eufemismo) concesso a Niang e trasformato da Bacca, il Milan è salito di tono e sulle ali dell'entusiasmo ha pareggiato con un eurogol di Locatelli (appena entrato per il fischiatissimo Montolivo) e messo la freccia con Paletta, che di testa ha sovrastato di testa Letschert, facendo esplodere San Siro.

Per il Sassuolo una mazzata tremenda, a Magnanelli e compagni non è rimasto che prendersela con l'arbitro Guida e la malasorte. "Il Milan è più forte, anche come società, e doveva vincere… sì, sto a rosicare…" - parole che descrivono quale sia lo stato d'animo di un Di Francesco mai così furibondo e polemico.

@Star_70_

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