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Modena: mister Pavan, a che gioco giochiamo?

Modena: mister Pavan, a che gioco giochiamo?

Lega Pro. Ripudiato il 4-rombo-2 utilizzato nel precampionato, ecco il 4-3-3 che non ha prodotto nulla in fase offensiva. E ora altro esperimento flop col 4-4-2

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MODENA. Dal ritorno in Lega Pro stiamo assistendo a uno degli spettacoli calcistici peggiori proposti dal Modena negli ultimi 25 anni. Un quarto di secolo in cui i gialli hanno toccato l’apice e il paradiso della serie A, trascorso tanti anni in B, ma anche masticato amaro in campionati di serie C senza risorse e alla prese con crisi societarie paragonabili a quella attuale, vedi gli ultimi anni della gestione Degli Albertini quando le formazioni di Mazzola, Fedele e Regno non proposero certo calcio champagne: il Braglia era mezzo vuoto e la contestazione alle stelle, nulla a che spartire con i fischi da sfinimento che sempre più spesso centrano la formazione di Pavan. Che dal punto di vista dello spettacolo è probabilmente tra le peggiori dell’ultimo quarto di secolo della storia canarina. Il mister non può contare, e gliene va dato atto, su un organico di prima grandezza: era partito benino in estate puntando sul 4-rombo-2, modulo che esaltava le capacità in regia di Giorico e i guizzi in trequarti di Schiavi e Tulissi.

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Con l’inizio del campionato e la tendenza dei gialloblù di mettersi a specchio sugli avversari, ecco il 4-3-3, modulo che non trova nella rosa attuale gli uomini giusti per essere praticato con successo sia in attacco che a centrocampo. Nell’unica vittoria delle prime sette giornate a Teramo, il Modena ha centrato il bersaglio grosso quando nella ripresa e sotto di un gol, Pavan è passato al 4-2-3-1 con Tulissi, Schiavi e Basso sulla trequarti offensiva a dar man forte a Ravasi. Il modulo giusto? La rimonta e la vittoria in Abruzzo avrebbero imposto almeno un secondo tentativo anche perchè tutti e tre i reparti avevano lanciato segnali positivi. Invece ritorno al 4-3-3 in casa con la Reggiana (derby perso) e ad Ancona (altro ko) e l’innovazione del 4-4-2 con il Bassano per “specchiarsi” sui temuti uomini di D’Angelo. Il Modena doveva solo crescere in attacco e a Teramo sembrava aver individuato la strada giusta che è stata, però, subito abbandonata in favore di moduli che stanno togliendo al Modena anche quella forza a centrocampo che tutto l’ambiente della Lega Pro gli riconosceva. Questa squadra non è il Parma, il Venezia e nemmeno il Pordenone, ma forse qualcosina in più sotto l’aspetto del gioco, dello spettacolo e dei risultati potrebbe proporlo se indirizzata sulla retta via. Anche perchè le squadre viste finora, tra cui alcune pretendenti alla B, non sono sembrate così migliori a conferma di una povertà tecnica generalizzata nell’attuale serie C che non ha nulla a che vedere con quella dei tempi di Ulivieri e nemmeno di De Biasi. Il Modena potrebbe risolvere qualche problema se Pavan, o chi per lui se la situazione dovesse precipitare, riuscirà a scegliere il modulo giusto e dargli un volto. Quello attuale è straziante, perchè perseverare? (p.v.)

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