L’ing. Pietro Ferrari: «Il Modena attuale è come il suo campo»
«Non ho mai capito perchè Caliendo abbia comprato il club e la scelta di Casari. Oggi ci saremmo ancora noi e Bonacini»
MODENA. C’era una volta Ghirlandina Sport. Roberto Casari e Cpl al comando e con il 34,6% delle quote imprenditori modenesi di valore come l’ingegner Pietro Ferrari, allora presidente di Confindustria Modena, Massimo e Paolo Galassini (Usco), Gianlauro Morselli (Emiliana Serbatoi), Gino Gibertini (Esso Petroli), Wainer Marchesini (Wam). Nel gruppo anche Fabrizio Stefani (Mivebo) e Modena nel Cuore gestita da Stefano Romani. Con lo storico 0,30% di Giancarlo Guidi la proprietà era tutta modenese. Il terremoto costrinse Cpl ad uscire e l’azienda di Concordia impose a Casari di liberarsi della proprietà del Modena. I soci di minoranza capirono la situazione, ma posero una clausola all’ex presidente di Cpl, quella di non vendere ad Antonio Caliendo. Erano già al fianco di Stefano Bonacini. Detto e fatto: Casari silura Mister Gaudì e vende a Caliendo, Ghirlandina Sport si sfalda ed eccoci allo stato attuale.
«Ancora oggi non riesco a capire - dichiara Pietro Ferrari - quale fosse l’interesse di Caliendo ad acquistare il Modena e quello di Casari nel venderglielo. Eravamo fermamente contrari a quella soluzione e con Caliendo non saremmo mai rimasti: Casari lo sapeva. Fosse arrivato Stefano Bonacini saremmo stati al suo fianco, avremmo avuto modenesità a non finire nella proprietà e due persone capaci nel mondo del calcio come Bonacini e Giuntoli. Il Modena sarebbe ancora dove la sua storia gli imporrebbe di stare. Invece si trova ridotto come il suo campo».
Ingegner Ferrari, lei conosce bene la situazione imprenditoriale modenese: può esserci un nuovo Montagnani all’orizzonte? E Ghirlandina Sport potrebbe rinascere?
«Non vedo un nuovo Montagnani e non esiste la possibilità che si riformi Ghirlandina Sport. C’è avvilimento e il mondo del calcio attuale porta tutto verso i grandi nomi e la Champions League. Al momento è così, ma ci sono dei cicli e fra qualche anno può darsi che la situazione sia differente. Bonacini era l’uomo giusto,poteva essere con noi e si evitava lo sfregio di vedere la provincia in alto e il Modena messo così».
Quale soluzione per il Modena?
«Che Caliendo pareggi i conti e a quel punto venda o che lo faccia fallire. Noi lo lasciammo in pareggio».
Paolo Vecchi
@PaoloVp305
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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