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Luca Gozzoli: «Non corro visto che non credo più nella gara

«Non corro perché non credo più nella gara». A parlare non è un atleta dell’ultima ora. La rinuncia, infatti, è di Luca Gozzoli. L’atleta della Fratellanza è stato il sesto modenese l’anno scorso al...

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«Non corro perché non credo più nella gara». A parlare non è un atleta dell’ultima ora. La rinuncia, infatti, è di Luca Gozzoli. L’atleta della Fratellanza è stato il sesto modenese l’anno scorso al traguardo. La prima edizione della Maratona d’Italia è stata nel 2001. Da allora la situazione è cambiata, secondo lui in peggio. «L’evento sta lentamente decadendo - afferma Gozzoli - perché non ci sono più le persone di una volta. Parlo sia a livello di presenze sia a livello di organizzazione. Lo scorso anno sono arrivati al traguardo 529 partecipanti: se uno deve bloccare mezza provincia per così pochi…». Il declino percepito avviene in un momento in cui altrove le Maratone sono in ascesa. «A Parma la prossima domenica sono attese migliaia di persone - riprende il corridore - ma vi sono anche Padova, Treviso, Firenze, senza scomodare Roma e Venezia. A Reggio le presenze si fermano a quattromila, mentre fino a qualche anno fa accadeva il contrario. A Rimini hanno raddoppiato le presenze in tre anni. Ci meritiamo qualcosa di più». Gozzoli critica l’organizzazione per partenze ritardate, poco sforzo sui social, persino una polemica in passato per una proibizione a scattare foto. «Alla Roma-Ostia si è tempestati sui social per due settimane - garantisce il maratoneta - gli organizzatori si devono mobilitare». Due per lui le alternative. «Il 2017 sarà l’anno della svolta - conclude Gozzoli - o andrà bene o si creerà un’altra manifestazione». (g.f.)

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