Mori, primo modenese: «Bello ma poca gente»
Tra i partecipanti si fa largo l’idea di una manifestazione che ha bisogno di nuovi stimoli e intuizioni
«L’importante è che Modena ci sia». Parola di primo modenese al traguardo. Emilio Mori, in forza alla Podistica Correggio per una questione di tesseramento, chiude undicesimo con il record personale di 2h46’24”. Nell’immediato futuro si vuole dedicare alle corse campestri perché «molto belle e divertenti». Quale che sia il formato del prossimo anno, Mori si augura cambi in meglio. «Consiglio agli organizzatori di lavorare molto di marketing - aggiunge l’atleta geminiano - perché aiuta. Qualche idea? Magari avere un maxi-schermo all’arrivo o la possibilità di seguire la gara con i social network durante il percorso. Ci sono maratone che insegnano tantissimo: basta andare a Venezia, Roma, Firenze, senza bisogno di andare a New York». Oltre al primato personale, c’è una soddisfazione in più. «È una bellissima maratona per un modenese - riprende Mori - perché corri a casa tua e trovi tanti amici lungo il percorso. La prima parte è abbastanza semplice perché in discesa. Bisogna però stare attenti a non andare troppo forte per non imballare le gambe; se si riesce a passare a un buon ritmo alla prima metà si può accelerare nella seconda». In questa fase si concentrano le difficoltà maggiori. «È un pochino più dura - riconosce il corridore di casa nostra - soprattutto da un punto di vista psicologico. Tra Ponte Alto, Lesignana e Soliera c’è un drittone in cui non c’è nulla: manca anche il pubblico. Soliera ti regala una bellissima cornice: passi davanti al castello con tutte le persone che ti applaudono. Tuttavia, dopo ci vuole tanta forza psicologica per riuscire a mantenere un buon ritmo e continuare a correre senza calare». In calo sono le presenze e l’indecisione sul nuovo formato potrebbe non aiutare. «Sarebbe bello che Modena abbia la sua Maratona - garantisce l’intervistato - a prescindere che parta da Maranello oda Carpi, che arrivi a Modena e torni a Carpi. È vero però che molti stranieri vengono perché si parte da Maranello davanti alla Ferrari. Senza quella partenza potremo perdere parte dei partecipanti». Critici anche alcuni stranieri presenti. «C’era poca gente - commenta lo spagnolo Salvador Molina Moreno, ventunesimo - e dal chilometro 33 ognuno andava da solo, senza che ci fossero persone in strada. Nel 2015 c’erano più macchine della Ferrari. Servirebbe più musica all’arrivo». (g.f.)
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