Un futuro incerto col dubbio Maranello e le regole Fidal
Carpi-Modena-Carpi, Maranello-Modena-Maranello, Modena-Carpi-Modena…? La ventinovesima edizione della Maratona d’Italia è appena in cantiere e già si pensa alla trentesima, prevista per il 2017. I...
Carpi-Modena-Carpi, Maranello-Modena-Maranello, Modena-Carpi-Modena…?
La ventinovesima edizione della Maratona d’Italia è appena in cantiere e già si pensa alla trentesima, prevista per il 2017. I più preoccupati appaiono gli amministratori.
«Il nuovo regolamento della Fidal (la Federazione italiana di atletica leggera) dà diverse indicazioni come la partenza e l’arrivo nella stessa ubicazione - spiega prima del via Alberto Bellelli, sindaco di Carpi - per cui dovremo ragionare sul tracciato.
Una Carpi-Modena-Carpi? È una riflessione che stiamo facendo con gli organizzatori». Il calo delle presenze non è visto da Bellelli come un fatto isolato.
«A Torino sono calati da 8mila a 4mila - riprende il sindaco carpigiano - perché la maratona è una delle manifestazioni più utilizzate in Italia: c’è tantissima competizione a fronte di un popolo che è aumentato. Bisogna spiccare per qualità». Il rischio è che ogni Comune tiri l’acqua al proprio municipio. «Sono abbastanza sicuro che l’attrattività che possono dare i nomi Maranello e Ferrari sia importante - aggiunge poco dopo Nicola Montone, assessore allo Sport del Comune della Rossa - e sia ciò che ha fatto grande la Maratona d’Italia. Se la manifestazione copre tutta la provincia allora ha un significato.
Un percorso da Carpi a Carpi potrebbe far perdere qualcosa. In ogni caso, abbiamo tanti eventi internazionali a Maranello». Lo sa bene il sindaco. Massimiliano Morini si presenta ai nastri di partenza in tuta: correrà i 21,097 chilometri in 1h42’15”.
«È la mia prima mezza maratona - riconosce prima del via - dopo valuteremo con gli organizzatori per il futuro. Abbiamo massima disponibilità e interesse per fare il meglio per questo appuntamento, divenuto un riferimento per tanti sportivi. Senz’altro faremo in modo di proseguire quest’esperienza positiva». Dal canto loro, gli organizzatori non si sbilanciano. «Per ora è tutto un cantiere aperto - garantisce Alberto D’Addese, già assessore allo Sport del Comune di Carpi - per cui ogni idea la si può ritenere valida. Vogliamo lavorare nell’idea di una collaborazione trasversale con tutto il territorio, andando a riprendere situazioni che negli anni si sono un po’ arrugginite. Il percorso ha la sua importanza, ma l’importante è curare il rapporto tra i cittadini, gli sportivi e l’evento. Cureremo particolarmente tale rapporto, valutando le alternative per il percorso».
In ogni caso, D’Addese vuole precisare che la manifestazione ha un futuro. «L’adesione dei maratoneti - commenta in modo certamente ottimistico - è un segnale di stima e d’affetto, che c’impegna a pensare a una manifestazione ricca di sorprese anche per il futuro. Pensiamo e vogliamo procedere e programmare un’edizione speciale. La Maratona d’Italia è tra le più antiche d’Italia. Dopo la Maratona del Mugello la nostra è la più anziana e non si è mai seduta. Il patron Ivano Barbolini negli anni ci ha insegnato a rilanciare». (g.f.)
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