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Cavagna: «Pronto ad aiutare il Modena»

di Paolo Vecchi
Cavagna: «Pronto ad aiutare il Modena»

L’imprenditore di Lumezzane che aveva virtualmente acquistato il club da Amadei: «Se Caliendo ha bisogno ci sono»

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«Se Antonio Caliendo vuole, sono pronto a dargli una mano in qualsiasi modo. Il Modena non deve stare in Lega Pro e nemmeno trovarsi in una situazione di classifica come quella attuale». Parola di Livio Cavagna.

Livio Cavagna è l’imprenditore di Lumezzane che quando Romano Amadei decise di cedere il Modena, aveva praticamente acquistato il club canarino. Cavagna si era presentato ufficialmente al sindaco Pighi e agli assessori Sitta e Marino e successivamente al Braglia con tanto di sciarpa al collo e l’entusiasmo di chi stava per iniziare una grande avventura.

Con Amadei era d’accordo su tutto: l’acquisto del 77,30% del pacchetto azionario del Modena Fc, la quota di maggioranza del club: il 22% era già nelle mani di Cpl, il restante 0,30% sarebbe rimasto a Giancarlo Guidi che ancora lo possiede.

Ma in quel 22% di Cpl, racconta Cavagna, c’era un’opzione concessa da Amadei sul suo 77,30% da esercitare nel giro di un anno. L’industriale bresciano cercò di prendere tutto, ma qualcosa si mise di traverso sia da parte di Amadei, che da parte di Cpl che addirittura emise un comunicato stampa chiedendo che venisse fatta una verifica sull’effettiva consistenza morale e patrimoniale di Cavagna.

«Quel comunicato lo conservo sempre con me - ricorda Cavagna - e alla luce di quanto è accaduto posso solo dire che io sono ancora un imprenditore stimato e benvoluto al vertice delle sue aziende. Probabilmente avrei dovuto inviarlo io quel comunicato».

Livio Cavagna sabato era al Tullio Saleri di Lumezzane (il fratello è proprietario del club bresciano) ad assistere al match del Modena assieme ai tifosi gialloblù con i quali ha mantenuto un rapporto costante e che prima del match aveva invitato a visitare le sue aziende per poi pranzare con loro.

Partiamo dalla partita. Come ha visto il Modena?

«Ho provato dispiacere nel vedere un club come il Modena in Lega Pro, categoria dove non deve stare, e anche tristezza per la posizione di classifica in cui si trova. È una squadra che avrebbe bisogno di un allenatore diverso, di un tecnico esperto, e di rinforzi pesanti in attacco. Così è destinato a finire nelle posizioni medio basse in un girone che è il più facile della Lega Pro e dove tutti giocano male. Non me ne voglia nessuno, ma io la vedo così. Il Modena, così com’è, mi sembra una di quelle piazze come Trento o Bolzano destinate a un mesto declino».

Cavagna, perchè non riuscì a mettere le mani sul Modena quando sembrava ormai cosa fatta?

«Perchè anche se ero stato ben accolto dalla piazza, quell’opzione che vantava Cpl sul pacchetto di maggioranza che avrei acquistato non mi stava a genio anche perchè mondo politico, imprenditoriale e la stessa azienda di Concordia si erano messi inspiegabilmente di traverso. Non volevo avere il nemico in casa e incontrai Casari e Rinaldi un sabato pomeriggio a Sommacampagna offrendo loro di acquistare anche il loro 22%. Non ho mai più sentito Casari, nè avuto risposta. Li ho cercati, ma non si fecero più trovare e mai richiamarono. Secondo me il progetto era che io dovessi sembrare quello che non comprava più e loro i salvatori della patria. Ma non era così: io il Modena lo volevo tutto, ma Amadei lo ha dato a Casari. Io gli avevo offerto anche l’iscrizione al campionato quando sembrava che a Lentigione non volessero farla».

Qual era il progetto Cavagna?

«Ho conosciuto il Modena attraverso Roberta Previdi, la figlia di Nardino, che mi cercò quando Amadei aveva manifestato l’intenzione di cedere la società. Ci ho provato, ero convinto di farcela, poi vi ho spiegato come è finita. Avevo già preso Zeman e con lui sarebbero arrivati Insigne, Bonaventura e Verratti. Potevamo essere il Pescara di qualche anno fa. In C porterei sempre con me D’Astoli, un maestro di calcio e di gioco che conosce perfettamente la categoria».

C’è la possibilità che Livio Cavagna provi a comprare di nuovo il Modena?

«Io sono sempre a disposizione anche per aiutare Caliendo. Non mi interessa avere la presidenza o tutta la proprietà, potrei aiutare anche solo occupandomi seriamente della gestione solo per riportare il Modena in alto perchè ormai sono un tifoso canarino».

Si dice che Caliendo chieda tanti soldi per cedere il Modena, anche 12 milioni?

«Non so se sia così, ma chiedere cifre così per una cosa che non li vale forse significa non volerla vendere... Soprattutto in un periodo in cui le società di calcio te le tirano dietro, vedi il Mantova o l’Ancona. Ma, ripeto, per il bene del Modena, se Caliendo ha bisogno, io sono sempre pronto».

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