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Una citta sotto rete modena volley

Il figlio Antonio «Questo omaggio è commovente»

Il figlio Antonio «Questo omaggio è commovente»

«Ho accolto al volo la richiesta della Pedrini di recuperare le maglie storiche. Mi basta una foto, poi pensino a vincere»

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Antonio Panini questa sera siederà come sempre all'interno del Pala Panini per la partita casalinga del Modena Volley. L'occasione però è speciale, visto che ieri decorreva il ventennale dalla scomparsa di Giuseppe Panini, suo padre e fondatore del gruppo sportivo che ha segnato un'intera epoca della pallavolo mondiale. Queste sera l'Azimut utilizzerà per il riscaldamento nella sfida contro Padova la divisa utilizzata da Modena alla fine degli anni 80, quella che ha colorato i quattro scudetti consecutivi dell'era Velasco. Una richiesta caldeggiata da tantissimi tifosi, tutti pronti a celebrare il ricordo di Giuseppe Panini. «Fa sicuramente tanto piacere questa dimostrazione di affetto – racconta Antonio Panini - è la conferma che in una piazza come Modena le persone non si dimenticano e questa cosa ci riempe di orgoglio. Sono momenti bellissimi perché ti rendi conto di quanta gente ha voluto bene a mio padre. Per me e per tutta la nostra famiglia il ricordo di Modena è commovente ed emozionante». Antonio Panini si scioglie in una risata quando gli ricordiamo che ancora tantissimi modenesi dicono “andiamo a vedere la Panini” quando si recano a palazzo. «E' vero, un'altra cosa bellissima. Ma gli attuali sponsor non devono rimanerci male, loro ci mettono tante energie e tanti soldi. Negli ultimi anni è stato fatto un lavoro gigantesco: innanzitutto voglio ringraziare Catia (Pedrini ndr) perché è il motore di tutto, ma anche Sartoretti e tutto lo staff. Modena Volley è un'azienda, per farla funzionare al meglio c'è bisogno di tutti, solo così si ottengono risultati. La squadra in queste stagioni è sempre stata forte ed affiatata, è una grande soddisfazione vederla festeggiare i 50 anni dalla sua fondazione con lo scudetto cucito sul petto». Questa sera Modena indosserà una maglia speciale. «Sono andato a ripescare la muta che utilizzavano alla fine degli anni 80, anche se manca la maglia numero 1. Qualsiasi cosa ci facciano per me è un onore, anche perché non dobbiamo dimenticarci che c'è una partita da vincere ed è la cosa importante. Per me è sufficiente che facciano anche solo una foto».

Francesco Cottafava

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