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Carpi, sconfitta che brucia ma che non fa troppo male

Carpi, sconfitta che brucia ma che non fa troppo male

Serie B. I biancorossi restano al terzo posto in un’affollatissima zona playoff: scappa solo il Verona. L’attacco stenta, potrebbe riaprirsi una chance per Comi

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La sconfitta del "Mazza" ha fatto meno male del previsto. Il Carpi, infatti, si mantiene al terzo posto in classifica con vista sul gradino che vale la Serie A, attualmente occupato da un Cittadella in crisi di risultati e distante solo due punti. Il Verona se ne va, ma poteva esser messo in preventivo, e il gruppo si ricompatta, affollando la zona playoff. I ragazzi di Castori son sempre lì, nella parte sinistra ed alta della graduatoria, il campionato è lungo e due sole sconfitte in dieci giornate sono un bilancio comunque soddisfacente, con buona pace di chi si era illuso, o tutt'ora si illude, di ripetere con facilità il miracolo di due stagioni or sono. Il passo falso di Ferrara lascia comunque un gusto amaro, perché arrivato di fronte ad un avversario apparso palesemente inferiore per un intero tempo. Poi è venuta a mancare la solidità difensiva.

Così diventa difficile per chiunque, in special modo per il Carpi che rincorrendo è costretto a snaturare il suo gioco abbandonando l'arma delle ripartenze. Ci vorrebbero più alternative in zona d'attacco ma l'esilio forzato di Comi, da tempo stabilmente assente dalla lista dei convocati, costringe Castori a cercare benzina da Jawo o De Marchi, due ragazzi che tre mesi fa giocavano in Eccellenza e ai quali oggi non si può chiedere di invertire l'inerzia delle partite. Per questo vien da chiedersi se il Carpi possa davvero permettersi di non sfruttare il bagaglio di esperienza portato dall'ex livornese, che vanta pur sempre oltre cento presenze e 22 gol in B. Peraltro legato a via Marx da un contratto che scade nel 2019. I tifosi biancorossi possono consolarsi col fatto che, limitatamente alla cadetteria, i tre gol subiti sono un evento rarissimo per il Carpi di Castori, addirittura un inedito assoluto perché subiti su azione. L'ultima e unica volta fu contro il Brescia il 22 novembre 2014, ma arrivarono tutti su rigore e non portarono alla sconfitta grazie ad una memorabile reazione d'orgoglio. Nel primo anno di Serie B, con Vecchi sulla panchina, ce ne furono tre della Reggina, addirittura quattro di Pescara, Avellino e Cesena.

Fabio Garagnani

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