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Egonu show, ma alla fine vince la Liu Jo

Egonu show, ma alla fine vince la Liu Jo

Standing ovation per l’opposta azzurra Bianchini decisiva come a Busto Arsizio

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Beato chi c’era, perché potrà dire di averla vista giocare: Paola Egonu scrive “26” nel proprio personalissimo tabellino, ma soprattutto regala emozioni ad un PalaPanini che le tributa una standing ovation riservata solo ai grandi campioni di questo sport. Lei, 18 anni da compiere il 18 dicembre, rientra al 100% in questa categoria: meravigliosa, semplicemente meravigliosa, fantastica come le cubane ormai entrate nella leggenda, tanto da ricordare Yumilka Ruiz dei primissimi tempi. Il suo score? 21 palloni a terra, di cui 9 contrattacchi, 4 muri e 1 ace con un saldo vinte/perse + 18, ovviamente “mvp” di un match che senza di lei la Liu Jo Nordmeccanica avrebbe probabilmente archiviato soffrendo molto meno di quanto invece è accaduto.

Sì, perché al debutto ufficiale nella sua nuova casa la squadra nata dalla “Santa alleanza” tra Liu jo e Nordmeccanica non è che abbia proprio né passeggiato, né impressionato. D’accordo, 3-0 doveva essere e 3-0 è stato, ma il risultato punisce troppo un Club Italia Crai che nel primo parziale si è trovato anche sul 24-22, prima di sprecare in pochi istanti tre set ball e quanto di buono fatto in precedenza. Per non parlare poi del set numero due, quando la Liu Jo dal 21-16 si è vista rimontare fino al 24-24, spuntandola ancora in volata.

Le bianconere hanno trovato nella battuta (9 ace) l’arma con cui fare la differenza, prima con Heyrman, poi con Bianchini. Ancora un grandissimo ingresso per la mancina, che proprio come a Busto, con le sue traiettorie velenose al servizio ha di fatto cambiato volto all’incontro. Bravissima! Attacco (troppi i 9 errori diretti e gli 11 muri subiti per un 39% inferiore al 44% delle avversarie) e muro (appena 6 in 3 set contro gli 11 delle azzurrine) le altre note non esaltanti di una giornata da archiviare comunque come “positiva” visto il risultato finale. Petrucci, titolare, e Kreklow, utilizzata nel doppio cambio con Bianchini, non hanno demeritato, ma è chiaro che per giudicare la Liu Jo Nordmeccanica sarà necessario attendere il giorno del rientro di Francesca Ferretti.

LA PARTITA

Sestetti che non sorprendono: Liu Jo Nordmeccanica con Petrucci-Brakocevic, Belien e Heyrman sono le centrali, Ozsoy e Marcon le schiacciatrici di posto 4, Leonardi è il libero.

Club Italia con Orro in regia, Egonu opposta, Melli e Perinelli in posto 4, Botezat e Mancini centrali, De Bortoli il libero. Si comincia con Ozsoy che mette a terra un paio di palloni: non ne seguiranno molti altri. Sul 13-12 il Club Italia fa valere un videocheck e “ritorna” sul 13-13: sarà l’unico intervento tecnologico della serata perché il “caro amico tecnicologico” va in tilt, come già accaduto a Busto una settimana prima. Una brutta notizia soprattutto per il primo arbitro che non vive certo una delle sue migliori giornate. Arrivo in volata: azzurrine sul 24-22, Heyrman al servizio si fa perdonare l’errore del 21-23 e impatta a 24. Egonu conquista il terzo set ball (26-25), ma se l’azzurrina regala spettacolo puro, c’è chi ha una caratteristica altrettanto importante, cioè ti fa vincere le partite: Marika Bianchini entra e piazza uno dopo l’altro i due bace che valgono il 28-26, 1-0 Secondo set. La Liu Jo Nordmeccanica parte sotto (0-2), ma ribalta tutto: 8-5. Quando il tabellone dice 20-15 i giochi sembrano fatti, ma Orro ed Egonu non sono d’acccordo, così stavolta a risalire dal 22-24 al 24-24 sono le azzurrine. Una straordinaria difesa di Leonardi evita il sorpasso e Perinelli, attacco out, regala poi il 26-24, 2-0 alla squadra di casa. Coach Micelli striglia le “sue” perché non vuole altre complicazioni. Nel parziale numero 3 la prima annotazione importante è quella dell’ingresso di Caterina Bosetti per Ozsoy, non proprio devastante, sull’11-10. La Liu Jo prende 5 lunghezze di vantaggio (16-11) e non ha problemi a difenderle fino al 25-21 finale.

Fabio Rossi

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