Federico Chiossi, il gioiellino di Modena
Debutto esaltante per il 17enne nella sfida col Venezia: “pimpolo” è scuola Rosselli e frequenta il Barozzi. È la perla della new generation gialloblù
MODENA È difficile trovare lati positivi in una sconfitta, ma in certi casi ci si può riuscire. È il caso di Modena-Venezia, di una squadra canarina rimaneggiatissima capace di portarsi in vantaggio contro la capolista prima di cedere di misura. Le note liete in una serata amara rispondono ai nomi di Balint Bajner, il gigante ungherese al primo gol in maglia gialloblù, e Federico Chiossi, il debuttante che non sente il peso delle responsabilità e che oltre al cuore mette in campo la classe, servendo anche una palla al bacio all’autore del gol. Diciassette anni ed una personalità diametralmente opposta ad un fisico ancora esile, che però non gli ha impedito di farsi sentire a dovere: questo è Federico Chiossi, maglia numero 33 sulle spalle, poco più di uno sconosciuto per tutti i tifosi che non hanno seguito negli ultimi anni il settore giovanile gialloblù né hanno potuto assistere agli allenamenti delle ultime settimane, quando questo giovane centrocampista dal piede fatato aveva già dato segnali chiari di “saperci fare”. Dal dire al fare, come recita il celebre proverbio, c’è di mezzo il mare. Incoscienza e spensieratezza sono le armi migliori da sfruttare, si dice spesso parlando di un debuttante, ma questo caso fa storia sé, perché Chiossi ha messo in campo idee chiare oltre a quel carisma che lo ha sempre contraddistinto, tale da non far trasparire quell’emozione poi sfogata al fischio finale della sfida con il Venezia. Chiossi, nato calcisticamente nella San Faustino Rosselli, studente del Barozzi e soprannominato “Pimpolo” sin da bambino per la sua bravura a ping-pong, è passato prestissimo a vestire la maglia del Modena, la squadra della città nella quale è nato e che da sempre tifa. Dopo una parentesi nel Sassuolo è tornato in gialloblù e, assieme ai suoi coetanei, è stato protagonista in una delle squadre più vincenti degli ultimi anni: con mister Malverti, infatti, i classe 1999 sono approdati alle fasi finali nazionali in età Giovanissimi, poi con Sacchetti e Di Donato hanno proseguito il loro percorso di crescita e nella passata stagione sono stati in grado di battere la Juventus a Torino e di aggiudicarsi il Memorial Sassi, stesso traguardo raggiunto dalla Primavera di Pavan. Proprio Pavan ha avuto modo in questi anni di vedere all’opera Chiossi, così come tutti gli altri giovani portati in panchina nelle ultime due gare, e su di lui ha fatto ricadere la sua scelta quando l’emergenza infortuni lo ha costretto a puntare su un giovane della Berretti. Fiducia ripagata. E una piccola soddisfazione anche per Caselli, classe 1998, al debutto nel finale di gara così come era accaduto per Serroukh (1999) in Coppa. La new generation del Modena, ora, non è più solo Besea e Sakaj.
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