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Il Sassuolo ha sette vite Matri beffa il Bologna

dall’inviato Stefano Aravecchia
Il Sassuolo ha sette vite Matri beffa il Bologna

Gara di grande sofferenza, i felsinei sprecano e l’attaccante li punisce

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BOLOGNA. Il Sassuolo ha sette vite come i gatti. Nonostante un'altra prova di grande sofferenza, i neroverdi se ne tornano a casa con un punto importante per classifica e morale. Le fatiche europee, il turnover e un tosto Bologna hanno messo a dura prova l'undici di Eusebio Di Francesco che, come tre giorni prima a Vienna, ha regalato agli avversari il primo tempo rischiando il tracollo. Ma se all'Allianz Stadion c'era voluta un'autorete, ieri a raddrizzare la situazione ci ha pensato Alessandro Matri. Sì, proprio, lui, il tanto discusso Matri. Entrato poco prima della mezzora, a quattro dal novantesimo l’attaccante arrivato a costo zero dal Milan ha piazzato la zampata che ha gelato il Dall'Ara, punendo un Bologna sprecone e, diciamolo pure, un tantino sfortunato.

Il Sassuolo è stato in partita solo nella ripresa costruendo le migliori occasioni, gol compreso, sui titoli di coda. Un punto artigliato con orgoglio, strappato a un avversario che ieri si è dimostrato più brillante. Ma è anche da queste gare così sofferte che si misura lo spessore di una squadra che tra mille problematiche (e un organico indebolito) sta andando oltre le sue possibilità.

Partenza in salita

Di Francesco, costretto al turnover, cambia per sei undicesimi la squadra che giovedì ha pareggiato a Vienna in Europa League. In mezzo spazio a Sensi, rivoluzionato l'attacco con l'inedito tridente Defrel-Iemmello-Ricci. Il Sassuolo gestisce con saggezza l'avvio di partita. L' approccio dei neroverdi è più accorto del solito, rallentano il gioco e riducono gli spazi restando cortissimi. Nonostante ciò arriva il quinto gol incassato in altrettrante partite consecutive nei primi 10 minuti di gioco. Ormai non si può più parlare di casualità. Stavolta la "colpa" è di una prodezza balistica di Verdi: la sua punizione capolavoro - concessa per dubbio fallo di Cannavaro su Dzemaili - lascia impietrito Consigli. Per i neroverdi piove sul bagnato: Magnanelli festeggia nel modo più amaro la centesima presenza in serie A uscendo per un guaio muscolare, al suo posto dentro Pellegrini. Uscita, quella del Puma, che complica l’assetto tattico del Sassuolo. Il Bologna, gasato dal vantaggio, prova a chiudere subito la pratica andando a un passo dal 2-0 con una clamorosa traversa colpita da Torosidis da zero metri dopo la respinta di Consigli sul mancino di Nagy. Neroverdi alle corde, rossoblù di casa ben messi in campo, primi sulle seconde palle e sempre pericolosi ogni qualvolta si presentano dalle parti di Consigli. Peluso, di faccia, salva un gol fatto su tiro a botta sicura di Taider. Sembra di rivedere il primo tempo di Genk e Vienna, con gli avversari che imperversano vincendo tutti i duelli. Intorno alla mezzora il forcing dei felsinei si placa, il Sassuolo mette fuori la testa ma con poca efficacia: zero tiri in porta in 45' il desolante bottino dei neroverdi all'intervallo.

Matri punisce

Di Francesco non conosce mezze misure, rompe subito gli indugi e ridisegna il Sassuolo con il superoffensivo 4-2-4 inserendo Politano per Sensi. Il Bologna non è più quello arrembante del primo tempo, abbassa il baricentro e decide di agire soprattutto di rimessa. Dopo 54 minuti Da Costa è chiamato al primo (facile) intervento su botta dalla distanza di Pellegrini, più pericolosi Dzemaili e Floccari sui quali si esalta lo strepitoso Consigli. Al minuto 72 scocca l'ora di Matri, ingresso che si rivelerà decisivo. Cannavaro rischia grosso con una vigorosa sportellata su Verdi in area: Irrati sorvola e tiene in vita le speranze neroverdi, imitato poco dopo da Krejci che tutto solo spara fuori bersaglio. Chi sbaglia, paga. Dopo diverse prestazioni sottotono, Matri trova il primo gol in neroverde. Approfittando di una disattenzione dei centrali Maietta ed Helander, l'ex bomber di Juve e Milan scatta in posizione regolare e con un tocco elude l'uscita di Da Costa. 1-1 e oltre il novantesimo Politano fa correre un brivido al pubblico di casa.

Finisce con un pareggio, il primo dopo una striscia dodici gare di campionato nelle quali il Sassuolo aveva raccolto 8 vittorie e 4 sconfitte. Anche questa è una notizia. L’altra è l’ingresso all’88’ di Federico Di Francesco, il figlio del mister neroverde Eusebio. Una sfida nella sfida sotto gli occhi di nonno Arnaldo, seduto in tribuna. Ieri, il più contento ed orgoglioso tra i 20mila del Dall’Ara, sarà stato lui.

@Star_70_

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