Gazzetta di Modena

Sport

nel 2005 lavorarono assieme alla roma

Spalletti ritrova l’ex team manager Di Francesco

Spalletti ritrova l’ex team manager Di Francesco

«Era già allenatore, fotocopiava la formazione e non si capacitava di alcune mie scelte...»

2 MINUTI DI LETTURA





«La penna del mio rinnovo di contratto ce l'hanno in mano i calciatori. Se loro fanno bene non ci sono problemi, se non fanno bene significa che io li ho allenati male. E noi invece abbiamo la necessità di vincere». Così Luciano Spalletti, alla vigilia della trasferta che attende i giallorossi sul campo del Sassuolo. «La Roma ha bisogno di vincere, e non significa solo portare a casa un titolo - sottolinea il tecnico - ma inviare un messaggio chiaro e forte sul nostro modo di essere professionisti. O si rende onore a Roma e alla Roma, oppure si deve andar via». «In questo momento c'è un equilibrio in classifica che può solo far bene. Il fatto che molte squadre si giochino lo scudetto rende più aperto e più vivo il campionato», aggiunge Spalletti, soffermandosi poi sulle difficoltà della sfida di stasera: «Le difficoltà della partita? Il Sassuolo e di Di Francesco. La squadra è allenata bene e alle spalle ha una società forte, che mira a far crescere i giocatori dando loro la possibilità di migliorare, cosa che non possono far tutti. Bisogna fare i complimenti a Di Francesco, sta mostrando grande personalità, lui e il suo Sassuolo sono già nelle condizioni di poter far male a tutti quelli che gli vanno contro».

Sassuolo con gli uomini contati e col dubbio del modulo, 4-3-3 o 4-2-3-1: «Ma qualsiasi formazione Di Francesco metterà in campo farà bene, lo abbiamo visto lo scorso anno quando è stato il crocevia della stagione», ha aggiunto Spalletti.

Poi il tecnico della Roma fa un salto indietro con la memoria, quando nel lontano 2005 Di Francesco era proprio il team manager dello staff di Spalletti: «Era già allenatore. Quando gli davo la formazione per fare le fotocopie e non si capacitava di alcune mie scelte. E poi era uno di campo, faceva il Team Manager ma si discuteva di calcio. Era già un allenatore. Ora sta facendo vedere che ha personalità, che tocca i tasti giusti. E poi ha un po' modificato quello che è interpretare il passaggio da ex calciatore ad allenatore. Può far male a tutti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google