Castori: «Abbiamo tirato tanto in porta, ma se non si segna...»
«I numeri sono eloquenti, ho visto lo stesso atteggiamento superficiale e gli stessi errori commessi contro la Spal»
CARPI. A mister Castori non porta bene rivestire il ruolo di ex. Zero punti tra Cesena e Ascoli, e la sola Salernitana ancora da affrontare. Come la curva romagnola, anche quella marchigiana in formato trasferta gli dedica un coro che lui ricambia salutando, e che lo stadio a sua volta ripaga con un applauso comune. Ma ieri, come allora, non ci sono punti da mettere in saccoccia, e il secondo posto scivola dalle mani: "Il loro affetto è ripagato - ha detto Castori - ma io ero concentrato sui miei giocatori e da questo punto di vista non posso essere soddisfatto. Abbiamo fatto 16 tiri in porta e battuto 20 calci d'angolo, ma purtroppo il risultato non ci premia per quello che abbiamo dato. Le partite le puoi vincere o perdere, ma il calcio è molto più semplice di come lo facciamo: le occasioni che crei le devi realizzare. Era già accaduto con la Spal e quindi è chiaro che dobbiamo rivedere qualcosa". Già, quella partita di Ferrara. Anche allora tanto possesso palla, occasioni ancor più limpide, e qualche errore di troppo nella fase difensiva. Un precedente che, evidentemente, preoccupa il tecnico: "A Ferrara abbiamo fatto più o meno come oggi. Se vai sotto non ti puoi permettere di prendere gol a inizio ripresa. Abbiamo avuto un atteggiamento un po' superficiale e l'abbiamo pagato, ma non è solo colpa della difesa perché abbiamo sbagliato anche davanti. Abbiamo giocato, corso e fatto la nostra partita però non siamo riusciti a fare gol, mentre l'Ascoli è entrato in area solo sui nostri errori". In sala stampa ci sono saluti e strette di mano per tutti i giornalisti che non vedeva da tempo, ma il viso rimane cupo, concentrato sul suo Carpi e sul futuro: "La sfortuna non la tiro mai in ballo. Ci sono partite in cui tiri una volta e vinci, altre in cui tiri 16 volte e non fai gol. Ma questo è il calcio, e se non riesci a segnare almeno non devi concederne dietro. Dobbiamo capire i nostri errori per migliorarci". C'è tempo anche per i complimenti ai rivali: "Io dell'avversario penso sempre il peggio e sapevo che l'Ascoli era una buona squadra. Orsolini è un giocatore di qualità anche se giovanissimo, ma il migliore in campo è stato Addae. L'Ascoli ha fatto una grande partita, di grande intensità e precisa nelle chiusure". Una delle ragioni per cui la curva biancorossa ha voluto salutare gli avversari con un lungo applauso, anche in segno di solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto: "Dimostra la grande signorilità del pubblico carpigiano, che in questo è simile a quello ascolano. Sono cose che fanno bene al nostro sport a livello di immagine".
Fabio Garagnani
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