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Carpi, qualcosa non va Romairone buon profeta

di Fabio Garagnani
Carpi, qualcosa non va Romairone buon profeta

Già in estate il diesse aveva previsto che l’atteggiamento degli avversari sarebbe stato diverso. Per questo era arrivato Comi, che però è ai margini

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«Dobbiamo rivedere qualcosa» - ha detto mister Fabrizio Castori al termine della partita persa contro l’Ascoli. E che “qualcosa” non vada lo dicono anche le statistiche di due gare troppo simili perché siano considerate frutto del caso. A Ferrara, contro la Spal, ci sono stati 14 tiri indirizzati verso la porta avversaria, di cui nove nello specchio; lo scorso sabato sono stati 16, otto tra i pali. Bottino totale: zero punti. Identica anche la trama: il gol subìto in avvio di partita ha permesso ai rivali di arretrare il baricentro e colpire in contropiede, quello subìto a inizio secondo tempo ha affossato definitivamente il morale. In entrambi i casi, il Carpi è rimasto fedele al suo spirito attaccando fino al novantesimo, ma sono emersi limiti che ora sembrano preoccupare tecnico e tifosi. Il giochino, del resto, per gli avversari è stato semplice: arretrare il baricentro per togliere profondità a Lasagna e raddoppiare sulle fasce con un occhio di riguardo su Di Gaudio. Tanto è bastato per congelare il risultato. Han pesato da un lato la sfortuna, ma investire risorse in sale e cornetti potrebbe non giovare, dall’altro la mancanza di alternative in grado di far male. A ben vedere, l’inghippo tattico era già stato previsto in estate dal ds Romairone, consapevole che l’atteggiamento degli avversari in questa stagione sarebbe stato molto diverso da quello di due anni or sono: «Prenderemo un attaccante con caratteristiche diverse da quelli che già abbiamo in rosa» - aveva detto in luglio. Parole che erano state il preludio all’arrivo di Gianmario Comi. Proprio il figlio d’arte sembrava l’identikit perfetto per rispondere ai requisiti richiesti dal ds: classica punta da area di rigore, capace di giocare spalle alla porta per far salire la squadra, abile nel gioco aereo, con un discreto fiuto del gol e una esperienza importante in cadetteria. Un’arma utile per scardinare le difese più chiuse, un’alternativa alla ossessiva ricerca di profondità che sarebbe rimasta comunque la cifra della banda Castori. Sembrava chiaro anche in quel luglio, ma da quel “mi volevano in tanti ma ho scelto il Carpi” dello stesso Comi sembrano passati secoli. L’attaccante è di fatto fuori rosa, anche se si allena normalmente con i compagni. Non viene convocato dalla partita con lo Spezia, neppure quando in panchina c’è un posto libero. Il tutto senza che la società abbia comunicato nulla a riguardo. L’impressione, a vedere gli ultimi minuti di Ferrara e quelli contro l’Ascoli, è che il direttore sportivo Romairone avesse azzeccato la sua previsione. Allora, fosse anche da qui a gennaio, perché privarsene?

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