Dovizioso, è festa grande Vittoria dopo sei anni
Moto Gp. In Malesia sfreccia l’italiano della Ducati, Valentino Rossi secondo La commozione di Andrea: «Ho pianto per tutto l'ultimo giro, era troppo bello»
ROMA. Sei anni di attesa per tornare sul gradino più alto del podio. Non si può dire che ad Andrea Dovizioso siano mancate pazienza e tenacia in queste lunghe stagioni in MotoGp, prima alla Honda e poi alla Ducati. Quando finalmente la sfortuna ha guardato da un'altra parte è riuscito ad ottenere una meritatissima vittoria con la sua Ducati nel Gp della Malesia, davanti alle Yamaha di Valentino Rossi, che si garantisce così il secondo posto nel Mondiale, e Jorge Lorenzo.
«Ho pianto per tutto l'ultimo giro, era troppo bello», ha ammesso il trentenne forlivese autore anche della pole e del giro veloce, ammettendo di aver «scacciato un incubo». È andata male invece al suo compagno Andrea Iannone, che al ritorno in pista dopo quattro gare per l'infortunio alla schiena rimediato a Misano ha duellato a lungo con Rossi - «mi ha fatto sputare sangue», ha detto alla fine il Dottore - per poi cadere al dodicesimo giro, imitando l'esempio negativo di Marc Marquez e Cal Crutchlow.
È sfumata così la possibilità di un podio tutto italiano, a cinque anni dalla scomparsa di Marco Simoncelli sul circuito malese, in una gara fortemente condizionata dal maltempo.
La partenza è stata rinviata di una mezz'ora a causa di un nubifragio e ha sconvolto le strategie dei vari team dopo un warm up sull'asciutto. I primi giri sono stati entusiasmanti, con Rossi e i due ducatisti che hanno dato spettacolo. Via via che la pista cambiava, asciugandosi, sono emersi i primi problemi e ne hanno fatto le spese prima Crutchlow, che stava risalendo forte, quindi il campione del mondo, che è tornato in sella ma qualificandosi solo undicesimo.
Rossi ha superato Iannone e ha cercato di allungare ma mentre l'abruzzese usciva di pista, Dovizioso gli si è attaccato alle spalle costringendolo ad un errore a -5 giri dalla fine. «Con la pista più asciutta le gomme faticavano, per questo sono andato lungo - ha spiegato Rossi -. Credevo di poter vincere poi sono entrato in crisi e quando Dovizioso mi ha passato ed è volato via ho pensato a prendermi i venti punti che mi garantivano il posto da vicecampione del mondo. Non volevo rischiare e ricominciare magari tutto di nuovo a Valencia».
Gli ultimi giri sono stati una passerella emozionante per Dovizioso, mentre Lorenzo ha portato a casa un insperato terzo posto grazie alle cadute davanti a lui.
Dovizioso è il nono vincitore di una gara in questa stagione a dimostrazione di un grande equilibrio di cui ha avuto ragione solo Marquez con una condotta controllata.
Peraltro, dopo aver conquistato il mondiale in Giappone, è caduto sia in Australia sia a Sepang. Rossi paga i quattro ritiri e deve rimandare ancora l'appuntamento al decimo titolo, con una Yamaha che conquistato l'ultima vittoria in Catalogna, a giugno.
Ducati porta a casa la seconda vittoria stagionale e in attesa dell'arrivo di Lorenzo può contare su un Dovizioso rinfrancato, che vuol lasciare il segno. «Io punto a vincere un campionato e la vittoria mi fa effetto solo se diventiamo competitivi, se sono tasselli per costruite qualcosa», ha sottolineato ieri. Se la Ducati e la fortuna lo aiutano, è certo che ci proverà.
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