Caliendo: "Chiedo scusa a tutti, Modena in vendita"
"Pronto ad una trattativa pubblica con un imprenditore serio, Casari non c'entra e la società è trasparente". Il costo si aggira sui sette milioni
MODENA. Il silente e prolungato diniego della dirigenza canarina a parlare con gli addetti ai lavori, è stato rotto ieri - a sorpresa – all’interno della sala stampa del Braglia dove, a partire dalle 14,30, è stata proiettata la prima parte di un lungo kolossal epico (della durata di quasi due ore come nella miglior tradizione cinefila) diventato una metà via tra una commedia all’italiana degna di Totò e Peppino e una soap opera a puntate in pieno stile Beautiful. Già, a puntate. Perché Antonio Caliendo – da protagonista assoluto – ha scelto di dar nuovamente fiato alle trombe suddividendo il suo lungo monologo sul Modena & Co in più capitoli.
Vol.1: IL MEA CULPA VERSO LA CITTà E I TIFOSI: “Ho sbagliato e mi prendo la responsabilità dei miei errori. Il tifoso vorrebbe vincere sempre perché vive per questi colori e, quando i risultati non arrivano, è giusto che se la prenda. Io per primo mi sono vergognato della prestazione della squadra contro la Reggiana, in quanto non è accettabile prendere tre gol così in casa nostra. E’ normale che i sostenitori canarini siano arrabbiati e arrivino a dirmi: “Vattene da Modena”.
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Vol.2: IL MISTERO SULLA CESSIONE DELLA SOCIETA': “Io da Modena me ne andrei anche, se non lo faccio, però, è perché non si è ancora presentato un vero imprenditore in grado di rilevare la società. Se sono ancora qui, è per tener fede con sacrificio agli impegni presi, poichè voglio troppo bene al Modena e non lo lascio nelle mani di ciarlatani ed accattoni, o di chi dice: “lo compro per un piatto di minestra e dopo due mesi fugge”. Io voglio bene a questa città, è qui che sono esploso commercialmente, anche se ormai non ho più patria perché a Napoli mi danno del modenese e a Modena del napoletano. Però se si presentasse un industriale serio, come dico io, sarei disposto ad intavolare una trattativa di cessione con lui, pubblica, in cui inviterei voi della stampa, il sindaco e i tifosi. Ma dove sono questi industriali? Possibile che con le eccellenze che abbiamo, dalla maglieria all’aceto balsamico, non ci sia qualcuno in grado di farsi avanti quando si tratta di investire nel calcio? Ballotta? Abbiamo preso un caffè di un quarto d’ora, una volta, e quando ho capito che non aveva niente in mano da offrire, ci siamo salutati ed è finita lì. Eppure c’è chi ha detto che siamo stati a parlare della cessione del Modena fino a mezzanotte, quando invece io ero già a cena da un pezzo”.
Vol.3: QUANTO COSTA IL MODENA E “LO SPETTRO DELLA VECCHIA CONOSCENZA”: “Io ho investito 7 milioni di euro in questa società, attingendo direttamente dai miei conti personali, da quelli della mia famiglia. E’ tutto documentato. Caliendo non è venuto a Modena per svuotare le casse della società, semmai ha svuotato le sue e non si è preso nemmeno un caffè. Casari? Non c’entra più nulla col Modena, ne è fuori da tempo. E non è nemmeno vero che ci sono delle pendenze legali sulla società che mi impedirebbero la sua cessione, così come che il Mammut dovrebbe rientrare quale condizione essenziale in un’eventuale trattativa di vendita”.
Vol.4: RITORNO AL FUTURO: “Contro la Reggiana abbiamo giocato con la Berretti ma, appena avremo recuperato tutti i titolari, le cose andranno meglio. Io e Pavarese stiamo già lavorando per cercare di ampliare la rosa, andando ad operare sul mercato di gennaio, per rafforzarla tecnicamente. Dovete avere fiducia: prima o poi Pavan verrà fuori”.
THE (“HAPPY”?) ENDING
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