Un solo grido risuonò: «Antonio Caliendo vattene da Modena»
Al 54’ la rabbia del popolo gialloblù esplode in ogni settore e il patron gialloblù è costretto ad abbandonare la tribuna
MODENA. L'orologio - solo immaginario in quanto ormai neppure quello esiste più in un Braglia tragicamente decadente - segnava il decimo minuto della ripresa tra Modena e Reggiana, con i canarini già "spennati" da due gol degli avversari che poco dopo avrebbero messo a segno anche il triplete, quando è andata in onda la caduta degli dei. Spodestati dal loro trono sul Monte Olimpo, la tribuna d'onore, e costretti alla fuga da una sommossa del popolo gialloblù che - imbufalito e nauseato per l'ennesimo scempio che si stava consumando sul terreno di gioco - ha cacciato l'”usurpatore” e tutta la sua corte a male parole.
Una rabbia feroce, quella dei tifosi verso la dirigenza canarina, che si è tradotta in un chiaro grido di pronto ritorno verso lidi monegaschi: "Andate via da Modena, tu e tuo marito! Tornate a prendere il sole a Montecarlo!". E così la regal coppia dalla doppia C - Caliendo e Canale - seguiti dal rampollo Matacena , non ha potuto far altro che raccogliere il "gentil invito" degli insorti ed abbandonare in fretta e furia la tribuna del Braglia. Dal canto suo il patron gialloblù non ha fatto nulla per evitare il "rompete le righe", semmai l'ha alimentato. Perché la miccia che ha innescato la pesante rivolta popolare l'ha accesa direttamente lui, quando, ad inizio secondo tempo, ha avuto la malaugurata idea di passare troppo vicino al tunnel che porta i tifosi dalla curva verso l'esterno dello stadio. Un' attrazione fatale che ha fatto divampare un incendio di insulti furiosi. Un confronto accesissimo che, solo la presenza delle barriere e l'intervento della sicurezza, ha impedito diventasse un vero e proprio match da boxeur sul ring. Allontanatosi prontamente da lì, pensando di correre ai ripari regali della tribuna, Caliendo ha fatto male i suoi conti però. Perché la tragica onda d'urto contestativa del "Vattene da Modena" dalla curva si era già propagata - in una sorta di “ola” rabbiosa - anche tra i sostenitori gialloblù seduti in tribuna che, alla fine, l'hanno avuta vinta vedendo il patron & Co dileguarsi alla svelta nel tunnel che conduce alla sala stampa. Eppure i segnali nefasti di questo tragicomico epilogo, si erano già palesati copiosi fin dal primo gol messo a segno dalla Reggiana. Momento in cui la curva gialloblù, ha tramutato i cori goliardici rivolti agli avversari, in arcinoti epitetici "lusinghieri"diretti a Caliendo - "Sei un pezzo di m…", "Sei un uomo di m…" - i più gettonati ed altisonanti protrattasi per tutta la durata del match. Quando ormai la nave in campo colava a picco, affondata dalle tre reti reggiane, poi, non è mancato nemmeno il coro sarcastico - "Ce ne andiamo, ce ne andiamo in serie A" - così come quello più realistico del "E' una squadra da prima categoria e tu sei complice" rivolto a Pavan. L'atmosfera calda di contestazione però, a onor del vero, avrebbe dovuto palesarsi ieri molto prima della partita. I tifosi, infatti, avevano indetto un corteo alle 12, infine annullato per paura che vi prendessero parte non in tanti adepti, poichè il fischio d'inizio sarebbe stato di lì a poco (alle 14,30). Rabbia però solo posticipata, che ha trovato infine il suo sfogo più furente durante un derby di Coppa che verrà ricordato - volendo fare una citazione omerica - per il "Cantami, o curva, del patron Caliendo che infiniti lutti addusse al Modena".
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