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E i tifosi gialloblù non credono più ad Antonio Caliendo

di Valentina Corsini
E i tifosi gialloblù non credono più ad Antonio Caliendo

Viaggio sui social dove le parole sulla disponibilità a cedere, i progetti e le cifre non convincono il popolo canarino

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Dopo due ore di “sproloquio” più o meno chiaro – usando il gergo dei social e come vuole la tradizione della casa dai tempi della sua gestione – le parole di Antonio Caliendo di mercoledì non hanno minimamente convinto i tifosi, né tanto meno fatto chiarezza, per loro, sulle sorti – passate, presenti e future – del Modena. Soprattutto su di un’eventuale cessione della società - ritenuta dai più quanto mai “fantomatica” ed “improbabile” invece - così come sul suo costo – quei 7 milioni sbandierati più volte - anche se, a onor del vero, il patron gialloblù ha lasciato solo intendere siano il “prezzo” di vendita (ribadendo che quella è la cifra che ha investito lui “attingendo dalle casse famigliari”) preferendo così glissare su una risposta precisa e trasparente in merito.

E’ un dato di fatto incontrovertibile, quindi, che i sostenitori canarini siano ormai stanchi (per usare un eufemismo), nonché nauseati dalle solite “mezze verità” spacciate invece dal patron gialloblù come dogmi. I tifosi non si fidano più (come potrebbero?) e non si sono fatti di certo abbindolare nemmeno dai toni più concilianti e pacifisti (sicuramente insoliti per lui) che Caliendo ha usato calandosi nelle vesti del “buon padre di famiglia”. Anzi, l’opinione comune tra i supporters modenesi, è che l’atteggiamento improvvisamente buonista del patron sia da imputare “alla moglie (Alessandra Canale, ndr) che, spaventata dopo la contestazione durante la partita con la Reggiana, l’avrebbe convinto a stare più calmo del solito in conferenza stampa”. Insomma, una pace solo apparente e di facciata volta a calmare gli animi rivoltosi di una piazza nel pieno del subbuglio. Obiettivo però fallito miseramente tanto quanto quelli che non riesce a raggiungere il Modena sul campo. Stando sempre ai pareri espressi dai tifosi sui social, infatti, il lungo monologo andato in scena nella sala stampa del Braglia, si potrebbe riassumere con un “molto rumore per nulla”. Là dove è proprio il “nulla” la parola chiave. “Cosa l’ha fatta a fare la conferenza stampa – si chiede esasperato un sostenitore gialloblù su Facebook – se poi si è tramutata nelle solite due ore di NULLA? (scritto in maiuscolo tanto per dare maggior risalto alla sua opinione, immaginiamo, ndr)”. Quello che preoccupa di più, però, è da un lato lo sconforto e la spossatezza di chi – ormai esasperato dalla situazione becera venuta a crearsi diserterà d’ora in poi lo stadio – e dall’altro il clima ostile e rabbioso che pervade buona parte dei restanti tifosi e che non sembra minimamente procedere verso un calo. Semmai il contrario.

Se Caliendo, infatti, sperava in una sorta di tregua – data dal suo comizio da “teleimbonitore” in diretta tv – ha fatto male i suoi conti (ancora). Perché la maggior parte dei sostenitori canarini di “arrendersi” non ci pensa proprio. “Basta! Contestazione ad oltranza!” sembra essere, infatti, il grido indetto dai principali gruppi organizzati del tifo modenese che domani, nella partita casalinga con l’Albinoleffe, alle promesse “da marinaio” di Caliendo opporranno invece – pare – un vento caldo di cocente ed altisonante protesta.

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