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Maratona di New York, Storie modenesi sul traguardo di Central Park

di Filippo Franchini
Maratona di New York, Storie modenesi sul traguardo di Central Park

Edizione di grazia per La maratona: che correre a New York non è soltanto correre, è molto di più. E' correre dentro ad un'esperienza che trascende la corsa stessa, dove il crono conta fino ad un...

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NEW YORK. Edizione di grazia per la maratona: che correre a New York non è soltanto correre, è molto di più. E' correre dentro ad un'esperienza che trascende la corsa stessa, dove il crono conta fino ad un certo punto, quello che resta è tutto il contorno. I fortunati che racconteranno di esserci stati, in questa tornata 2016 della 42 chilometri dei “five boroughs”, qualcosa come 60.000 runners, per dare un ordine di maestosa grandezza, riferiranno di un'edizione baciata da un clima perfetto ed interpretata da almeno due fuoriclasse di specialità. Ghirmay Ghebreslassie, con la sfrontatezza dei suoi 19 anni, è il più giovane vincitore di sempre all'ombra della Statua della Libertà, con il sontuoso crono di 2h07'51", quinta miglior prestazione di sempre.

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Non da meno una storica Mery Keitany, che cala il tris consecutivo in Central Park in 2h24'26", dopo aver fatto il vuoto con un passaggio monstre alla mezza in 1h12'37" e gara in solitaria fino al trionfo. Tanta Italia, come sempre, in questa edizione numero 40 della New York City Marathon: quasi 2.900 i nostri al via. Fra di loro, almeno venti con l'etichetta modenese ben in vista.

Il più veloce a scattare dal Ponte di Verrazzano per raggiungere la gloria a Manhattan è stato Daniele Cavazza, mirandolese targato Pico Runners. Per il maratoneta classe 1978, personale in maratona da 2h49'52" firmato a Londra nel 2015, doppia soddisfazione: unico dei nostri quest'anno ad infrangere il muro delle 3 ore, con il crono di 2h55'12" e ... «Ci siamo presi la rivincita con New York, dopo esserci arrivati nel 2012, con lo stesso sogno di oggi, infranto allora dall'uragano Sandy, nell'unico anno in cui la maratona venne annullata, proprio alla vigilia».

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Plurale che include la compagna di squadra, ma soprattutto di vita di Daniele, la moglie Silvia Malagola, anche lei orgogliosa finisher ieri in 4h34'06". «Maratona da 10 e lode - continua Cavazza - speciale in tutto, dal tifo allo spettacolo, passando per l'atmosfera: percorso durissimo, che si fa sentire terribilmente sulle gambe. Organizzazione veramente perfetta, con mille volontari a ricoprirti di “congratulations”: una soddisfazione immensa!».

Da applausi la performance di una modenese tanto doc quanto atipica, vera cittadina del mondo. Maria Pia Paganelli è stata la prima delle nostre, in 3h36'34". Ha lasciato da anni Modena, nel 1996, per abbracciare gli States, dove lavora come Associate Professor of Economics. «Quinta volta a New York, giornata meravigliosa - l'entusiasmo contagioso di Maria Pia all'arrivo - In questo semestre sto insegnando in Brasile, presso l'Università Federale di Minas Gerais a Belo Horizonte. Ho corso Buenos Aires un mese fa, ma a New York non si può mancare: edizione super, un sacco di high five sul percorso, bellissimo». Non sta nella pelle nemmeno Giuseppe Di Gesù, da Pozza di Maranello, che a New York è venuto con famiglia e gli amici podisti Gian Carlo Ferrari e Christian Bazzani (anche loro finishers ieri) per festeggiare i 50 anni nel miglior modo possibile per un runner.

«Semplicemente uno spettacolo inimmaginabile - l'adrenalina del portacolori della Fioranese, autore di un ottimo 3h39'14" - un regalo di compleanno indimenticabile: ho corso con la maglietta che mi ha regalato mio figlio!». Prima volta a New York anche per Fabio Pozzi, uno degli uomini di punta del formiginese 3'30" Running Team, che esulta in 4h01'44". «Sul traguardo sono solo brividi, ripensando ai 42 chilometri più unici che abbia mai corso: i boati della folla, il maledetto Queensboro, il passaggio davanti al Plaza e l'ingresso in Central Park. Da piangere».

Onore anche a Paolo Tosetti da Montese (3h07'28"), al carpigiano Andrea Bommarito (3h25'34") ed al formiginese Tiziano Menghin (3h54'06"), tutti all'unisono «esperienza straordinaria». Non poteva mancare la folta compagine di Ovunque Running, guidata come sempre da Lolo Tiozzo e Massimo Rossi. Fra loro, gran prestazione di un aficionados delle Big Six come Andrea Sternieri, che ha firmato ieri un pregevole 3h32'58" alla sua settima apparizione newyorchese, ma copertina che spetta di diritto all'esordiente in maratona Simona Nicastro, che chiude in 5h00’20”. Con loro anche Filippo Naldi, al traguardo in 4h16'28" ed Angela Verrini. Non sbagliano un colpo il presidente tuttofare della Podistica Interforze Eugenio Di Prinzio e la compagna Monica Patroncini, che accompagnano a New York un altro esordiente della scuderia, Francesco Pacucci, al traguardo in 4h27'33". Finale che spetta di diritto ad un'icona del podismo modenese, Fabio Marri, direttore di Podisti.Net, che ha raccontato live il suo diario newyorchese per finire in 4h27'08".

I TEMPI

Daniele Cavazza 2h55'12"; Paolo Tosetti 3h07'08"; Andrea Bommarito 3h25'34"; Andrea Sternieri 3h32'58"; Maria Pia Paganelli 3h36'34"; Giuseppe Di Gesù 3h39'14"; Tiziano Menghin 3h54'06"; Fabio Pozzi 4h01'44"; Filippo Naldi 4h16'28"; Fabio Marri 4h27'08"; Francesco Pacucci 4h27'33"; Gian Carlo Ferrari e Christian Bazzani 4h31'24"; Silvia Malagola 4h34'06"; Eugenio Di Prinzio e Monica Patroncini; Simona Nicastro 5h00’20”; Angela Verrini 5h08’44”; , Angelo Tiozzo 5h48’15”.

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