Modena Volley piange Antonio Barone
Quattro scudetti da giocatore, rilevò da Vandelli nel 2005 la Daytona per essere poi presidente e proprietario della società
Se non ci fosse lei, Catia Pedrini, Modena avrebbe ormai dimenticato cosa significa vincere nel mondo della pallavolo, ma se non ci fosse stato lui, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.
Sì, perché Antonio Barone è stato fondamentale per realizzare il sogno della “Signora del Volley” e di chiunque ami questo sport: una vita fantastica la sua, da “campioncino” di una pallavolo quasi pionieristica, fino a vestire la maglia che tutti hanno sognato di indossare almeno per una volta: quella della Panini.
La sua caratteristica principale? Essere un vincente di natura: così dai trionfi sui campi del volley a quelli nella vita di ogni giorno, il passo è stato breve. Antonio Barone si è trasformato ben presto da schiacciatore dotato di grande tecnica in geniale imprenditore. Gli inizi con i campi da tennis in mateco, rivoluzionari per l’epoca, poi il boom esponenziale nel mondo del carbone, l’Italiana Coke. La sua forza erano le idee, vedere sempre prima degli altri quale sarebbe stata la scelta migliore: a fartelo sentire più vicino, quasi, lo conoscessi da tempo immemorabile, era la sua umanità.
Mai una volta a far pesare quello che era diventato, sempre pronto ad ascoltare a dirti quello che pensava, in modo schietto, con una sincerità disarmante.
«Modena non può essere solo quella che partecipa - ripeteva - perché Modena nella pallavolo è Modena e non può accontentarsi».
Ecco perché un giorno decise di tornare nel suo mondo, la pallavolo ed ecco perché concluse presto quella sua prima esperienza quando capì che all’epoca non sarebbe stato possibile tornare a essere i migliori. Ma eccolo, ancora in trincea, seppur defilato, pronto a supportare la persona con cui ha condiviso le emozioni più forti di una vita: «Date fiducia a Catia, lasciatela lavorare - disse non tanto tempo fa - perché lei è la persona giusta per realizzare tutti i sogni di chi ama la pallavolo». Non si era sbagliato, Antonio Barone: Modena ora regna, Catia è la presidentessa che l’ha riportata nell’età dell’oro regalando a lui nel maggio scorso la felicità di un ultimo scudetto.
L’ultima dedica è di chi ha condiviso con lui un’amicizia lunga una vita intera, Andrea Nannini: «Da giocatore fin dai tempi della Crocetta gli piaceva farsi rispettare e ci riusciva benissimo, e sul rispetto abbiamo costruito 60 anni di amicizia, io sono molto orgoglioso di essere stato un suo amico e se anche lui adesso non c’è più lo sarò per sempre. Negli ultimi tempi ci eravamo forse un po’ allontanati, ma sempre con grande rispetto l’uno per l’altro perché lui è stato davvero quella che si dice una grande persona».
Fabio Rossi
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