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Modena 2016, fuga dal Braglia

di Claudio Romiti
Modena 2016, fuga dal Braglia

Mai così pochi paganti da 17 anni a questa parte: meno dei 619 con l’Albinoleffe i 330 col Lecco nel ’99

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MODENA All'inizio degli Anni Ottanta ebbe grande successo un film di fantascienza intitolato '1997 Fuga da New York'. Oggi, dalle nostre parti, sta invece andando in scena un altro film, '2016 Fuga dal Braglia'. Purtroppo non è fantascienza, ma una pellicola di grande realismo. Sabato scorso, per Modena-Albinoleffe hanno comprato il biglietto 619 persone, che, sommate ai 1.406 abbonati, portano gli spettatori paganti a quota 2.025. Da ben 17 anni il botteghino dello stadio modenese non registrava un dato così basso. Non è tanto il numero dei tagliandi staccati ad essere record negativo, perché nelle ultime 17 stagioni ci sono state anche partite con meno biglietti venduti, ma pure in quei casi, peraltro pochi, il dato complessivo dei paganti lievitava grazie agli abbonati. Andando a ritroso, la prima gara con meno paganti che troviamo è un Modena-Lecco della C1 1999/'2000: 330 biglietti più 991 abbonati. Proprio quella stagione, in quanto a presenze, ebbe un andamento simile a quello mostrato finora dal campionato attuale, e allora almeno altre cinque gare casalinghe del Modena (con Lumezzane, Sandonà, Montevarchi, Como e Livorno) registrarono meno paganti dei 2025 di sabato. Premesso che dati affidabili sul borderò delle gare casalinghe pare che siano disponibili solo dagli Anni Ottanta, le altre annate caratterizzate da una fuga dal Braglia sono state soprattutto 1996/'97 e 1994/'95, cioè annate deludenti, nel primo caso, o disastrose, nel secondo. Sarà bene ricordare che a Modena non c'è mai stata una grande cultura dell'abbonamento allo stadio, perché i modenesi spesso hanno inviato ai dirigenti gialloblù del momento il famoso avviso, "pagare moneta, vedere cammello", cioè tirate fuori i soldi e e costruite una buona squadra, poi vedrete entrare nello stadio le truppe cammellate del tifo. Tanto che negli Anni Ottanta gli abbonati erano sempre molto inferiori a mille, con la sola eccezione del 1986/'87 (1.119), mentre il numero dei biglietti era spesso di alcune migliaia. Idem negli Anni Novanta, tranne le eccezioni sopra ricordate. La moltiplicazione degli abbonamenti, almeno negli ultimi decenni, iniziò nella serie B 2001/'02 (3.050), ma soprattutto nei due anni di Serie A (12.762 e 12.837), per poi ridimensionarsi, oscillando per qualche stagione tra 4 mila e 6 mila, ma senza scendere mai sotto quota 2.500. Nella presente annata di (poca) grazia 2016/'17, malgrado le delusioni dei due campionati precedenti e la politica societaria (poca moneta), in proporzione si sono anche visti molti cammelli (abbonati) rispetto al passato, ma la situazione sta peggiorando. Escludendo i match più sentiti, con Parma, Reggiana e Venezia, che si sono pure portate tanta gente al seguito, nelle altre gare interne ogni volta i biglietti venduti sono sempre calati, dai 1.104 con la Maceratese ai 619 con l'Albinoleffe. E purtroppo gli assenti non hanno avuto torto.

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