Piazza: «Non bisogna cercare alibi quando manca qualcuno...»
Capitan Petric ammette: «Questa è una sconfitta che pesa» Orduna: «Ci hanno messo in difficoltà con la loro battuta»
L'Azimut non è riuscita a suonare la nona. E' stata la Gi Group Monza a fermarla al PalaPanini capovolgendo i pronostici della vigilia. Una prestazione molto lontana da quella offerta tre giorni fa contro Verona.
«Dobbiamo abituarci a mettere qualche emozione in più anche quando le cose non vanno per il verso giusto – ha detto il coach Roberto Piazza – Bisogna essere in grado di giocare con tutti quelli che fanno parte della rosa e non trovare alibi se manca qualcuno. L'avevo già detto ad inizio campionato e non lo ripeto oggi non perché abbiamo perso. Purtroppo Cook è andato negli Stati Uniti ed è rientrato solo alla vigilia. Sono severo perché noi non siamo questi e neppure quelli visti contro Verona. Stiamo camminando anche se oggi abbiamo fatto un passettino indietro. E' una sconfitta che vale doppia ma poi vediamo quello che abbiamo fatto e sono sicuro che andremo a prendere punti da un'altra parte, se vogliamo essere una grande squadra».
Miglior giocatore dell'Azimut Nemanja Petric.
«E' stata una sconfitta inaspettata. E' una sconfitta che pesa ed è per questo che siamo rammaricati. Può succedere anche questo ma non si possono vincere tutte le partite. E' successo di perdere contro Monza anche perché non ci è riuscito niente. Abbiamo avuto difficoltà a fare il cambio palla, abbiamo ricevuto malissimo e i nostri avversari hanno avuto la strada spianata. Non c'era neppure Ngapeth per un leggero infortunio ma noi dobbiamo abituarci a fare a meno di qualcuno anche perché la squadra è composta da validi giocatori. Bisogna accettare questa sconfitta».
Neppure Orduna è riuscito a far decollare i suoi schiacciatori.
«I nostri avversari ci hanno messo in difficoltà specialmente in battuta mentre si sono difesi bene sulla nostra. Monza ha gestito meglio di noi la palla alta in banda. Una partita che è girata male per noi ma ci serve per mettere i piedi per terra e capire che se non giochiamo al massimo si può perdere. Bisogna trovare più regolarità e lavoreremo per questo».
Nicola Calicchio
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