Di Francesco duro: «Siamo una banda di coglioni e basta»
L’allenatore incredulo: «Disattenzioni così non si possono commettere a questi livelli. Niente alibi, solo colpa nostra»
GENOVA. Di Francesco sintetizza in maniera non proprio oxfordiana ma estremamente efficace la beffa di Marassi: "Siamo stati una banda di coglioni". La sentenza, nella sua franchezza, vale tutte le analisi possibili, improponibili dopo il film dell'orrore andato in scena a Genova: "Come si fa ad analizzare una partita così? Per 85 minuti - racconta sconsolato Di Francesco - siamo stati quasi perfetti: da ogni punto di vista. Poi sono arrivati questi 5 minuti in cui si sono viste disattenzioni che non si possono avere a questi livelli. Penso di essere dentro ad un brutto sogno: magari tra un po' mi sveglio e vedo un'altra gara..." La sensazione è che più che la tenuta fisica, come era successo col Rapid, a spianare la strada alla sbalorditiva rimonta blucerchiata sia stato un crollo mentale della squadra: "Effettivamente ora potrebbe subentrare un po' di paura. Siamo passati dal possibile 3 a 0 a subire il 2 a 1, dall'occasione per il 3 a 2 in nostro favore al rigore per la Samp. Se l'abbiamo persa è solo colpa nostra. Certo, ha avuto peso non chiuderla con l'occasione del 3 a 0... Ora tutti parleranno di grande impresa della Samp ma io dico che siamo stati più coglioni noi che bravi loro ". Ma non è sull'errore di Acerbi che Di Francesco punta il dito: "Acerbi è scivolato ma ricordiamoci che fin qui è stato il nostro miglior difensore. E non possiamo dire che nel finale avevamo in campo dei ragazzini, c'era gente di esperienza che avrebbe dovuto gestire il risultato. Per 85 minuti sono stato un grande allenatore, poi il peggiore del mondo: ma non è che posso entrare in campo al posto dei giocatori..." La quarta sconfitta consecutiva, maturata in maniera a dir poco rocambolesca, apre scenari non previsti sulla stagione del Sassuolo: "Quest'anno ci attanaglia qualcosa al di fuori del calcio. Mettiamoci i tre punti persi per la Pec, una cosa che nel 2016 non può succedere, mettiamoci gli infortuni e il doppio impegno: sapevamo che avremmo pagato qualcosa ma non pensavamo fino a questo punto. La classifica? Vi ho sempre detto che dobbiamo pensare alla salvezza".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
