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Sassuolo, finale da incubo e un’altra sciagurata follia

dall’inviato Stefano Aravecchia
Sassuolo, finale da incubo e un’altra sciagurata follia

Neroverdi prigionieri dei loro fantasmi: avanti 2-0 all’84’ riescono a perdere

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GENOVA. Al peggio non ci sono limiti. Questo Sassuolo una gioia la regala a tutti, anche quelle più inattese o improbabili. Ormai non si contano più le rimonte subite dai neroverdi negli ultimi minuti. Pensavamo di aver visto il peggio contro il Rapid Vienna, col Sassuolo capace di squalacquare il vantaggio di due gol in zona Cesarini mettendo a serio rischio la qualificazione europea. Al Ferraris i neroverdi si sono addirittura superati, varcando le soglie della follia calcistica per sancire la quarta sconfitta consecutiva, l'ottava in 13 partite di campionato, la quinta nelle ultime sei trasferte. Avanti di due gol fino al minuto 84, e sprecato il 3-0 con Matri, il Sassuolo è riuscito nell'impresa di prenderne tre nel giro di sette minuti. Il primo facendosi sorprendere in contropiede (!), il secondo su uno svarione di Acerbi (può capitare) il terzo per un rigore (evitabile). Commentare una roba del genere è imbarazzante. Prima dell’harakiri si è visto in campo un Sassuolo all'altezza della situazione, rigenerato dai rientri e premiato dalle reti dei gregari Ricci e Ragusa. Una squadra che aveva assolutamente in mano una partita fino a quel punto interpretata in modo esemplare. Forse nemmeno Ferrero avrebbe scommesso un euro che dieci minuti più tardi avrebbe festeggiato addirittura una vittoria della sua Sampdoria. E invece questo Sassuolo ancora una volta conferma di essere capace di tutto, nel bene, ma anche nel male. Preso il primo gol di Quagliarella i neroverdi sono evaporati, da leoni si sono trasformati in pulcini bagnati incassando il pareggio e il rigore del sorpasso. Tutto nel giro di sette minuti scarsi. Nonostante in campo ci fosse gente di esperienza che dovrebbe prendere per mano i più giovani.

Errare è umano, perseverare...

Questi suicidi nei minuti finali denotano un’incapacità cronica di gestire il risultato e una preoccupante fragilità a livello di concentrazione e carattere, problemi che Di Francesco fino ad oggi non è riuscito a correggere. Sullo 0-2 la partita deve essere congelata e invece, com'è capitato in altre occasioni, il Sassuolo riesce inspiegabilmente a rimettere in carreggiata un avversario sull'orlo del precipizio incassando reti assurde. L'errore di Acerbi e il rigore commesso da Antei sono sicuramente gravi ma nel calcio ci possono stare, inconcepibile che una squadra possa subire il primo gol , quello di Quagliarella, in contropiede.

Numeri impietosi

In stagione è la terza rimonta stagionale subita dal Sassuolo dopo essere stato in vantaggio di due gol. Se non è un record mondiale poco ci manca. Era già accaduto a San Siro col Milan, il triste bis col Rapid Vienna, ieri nel lunch match del Ferraris ecco servito il tris, confezionato in maniera allucinante. Inutile continuare ad aggrapparsi solo alla casualità, ai torti arbitrali, alla tenuta fisica e alla sfortuna. Il problema è anche di mentalità. Una squadra fragile, prigioniera dei soliti fantasmi, che preso un gol smarrisce d'incanto sicurezza e lucidità. Nei finali di gara bisognerebbe avere anche l’umiltà, se necessario, di spazzare il pallone in tribuna e usare un po’ di malizia per far scorrere il cronometro. Il Sassuolo no: continua a sbilanciarsi, esponendosi alle ripartenze e commettendo disattenzioni fatali. Esattamente la fotografia di quel che è accaduto ieri. Il 3-2 incassato così al Ferraris non è certo il miglior biglietto da visita alla vigilia della decisiva trasferta di giovedì a Bilbao, primo vero bivio stagionale. Ma, in un modo o nell'altro, serve una reazione. E soprattutto non deve subentrare la paura.

Illusione e patatrac

La partita, tolto l'incredibile finale, è stata equilibrata con due squadre che, fedeli alla mentalità offensiva che accumuna i rispettivi allenatori, se la sono giocata con continui rovesciamenti di fronte. Tolto un clamoroso gol fallito da Fernandes a porta vuota, il Sassuolo ha rischiato poco prima di piazzare il micidiale uno-due nella ripresa con Ricci e Ragusa. Sembrava fatta. Con Matri a mangiarsi il 3-0. Con la gente che stava sfollando, il Sassuolo ha ridato coraggio a squadra e popolo blucerchiati prendendo gol in contropiede, aprendosi come le acque del Mar Rosso. Il delirante finale neroverde è proseguito con lo scivolone di Acerbi che ha spalancato le porte per il 2-2 e per finire il rigore causato da Antei per il 3-2 finale. In mezzo una ghiotta occasione sprecata da Pellegrini. Ma come ha detto Ferrero “questo è il calcio”...

@Star_70_

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