Il Braglia insorge: «Via tutti, a lavorare»
Caliendo non c’è, ma i cori sono incessanti. I tifosi del Modena prendono di mira anche il sindaco Muzzarelli, Pavan e i gialli
MODENA. Non c'è più niente che si salvi di questo Modena. Non la maglia, non i colori, non la squadra che ha toccato forse il punto più basso del calcio che sia mai andato in scena tra le mura del Braglia, non la società che è la prima complice di una morte annunciata di un club, della sua storia centenaria, della dignità e dell'orgoglio canarini calpestati da una prestazione - quella contro il Pordenone - che ha decretato la fine di ogni speranza già al 36' quando i friulani conducevano tranquilli e beati il match per tre reti a zero, tanto che la sensazione unanime dell'intero stadio era una sola: finiamola qui, si spengano le luci e tacciano le voci, non si giochi nemmeno il secondo tempo. Ma parliamo della prima frazione di gioco, dove fin dalla prima rete messa a segno dagli ospiti già al 4', dalla Montagnani, trasferitasi dal cuore della curva (lasciato vuoto tanto quanto è il "vuoto" ciò che si stava vedendo in campo) sono esplose le ormai inconfondibili urla di rabbia contro il patron - "Caliendo m....”, "Caliendo indegno", "Caliendo via da Modena" - coadiuvate, ovviamente, dall'altrettanto irrinunciabile e ormai noto striscione che "invita" caldamente il presidente a fare le valigie e togliere il disturbo. Presidente e consorte assenti (da un'indiscrezione sembrerebbe siano in vacanza sotto una torre ben più famosa e forse anche più tranquilla della Ghirlandina…) ma poco importa, perché la contestazione dei tifosi canarini non ha accennato minimamente a calare di tono. Anzi, anche il primo cittadino modenese è finito, nuovamente e pesantemente, sulla graticola grazie ad un "edificante": "Muzzarelli pezzo di m…". Qualche sporadico sussulto d'orgoglio però, nonostante la vergogna di cui si stavano macchiando gli uomini di Pavan in campo - letteralmente umiliati da quelli di Tedino - c'è stato con un commovente: "Noi saremo sempre qua". Per il resto solo rabbia e sdegno, direttamente proporzionali al baratro che si sarebbe aperto di lì a poco: tra il 30' e il 36' i friulani mettono a segno altri due gol ed è il "Modena ending". Una fine annunciata che l'urlo disperato della Montagnani - "Rispettate la nostra maglia" - non può che lasciare il posto ad una bordata di fischi mentre la squadra rientra negli spogliatoi a fine primo tempo. Nella ripresa (se così si può dire visto che più che 11 giocatori professionisti i Pavan's boys sembravano 11 "dead man walking") ancora cori furenti contro il presidente gialloblù: "Caliendo vaff…" e "La mamma di Caliendo è una p….".
Di lì al 93' (sì, concessi addirittura tre minuti di recupero dal direttore di gara quando di recuperare non ce n'era proprio bisogno visti gli umori canarini già pessimi…) il nulla totale. Anzi no, una squadra e un Pavan fischiati e tacciati di essere dei "buffoni, andate a lavorare" mentre si avviano bersagliati dagli insulti negli spogliatoi a fine match. R.i.p. Modena Fc.
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