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Il Modena è un delirio, Pavan esonerato

dall’inviato Paolo Vecchi
Il Modena è un delirio, Pavan esonerato

Prova ignobile, l’ex Dalla Bona colpisce e fa saltare l’allenatore

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SANTARCANGELO. The end. Simone Pavan non è più l’allenatore del Modena che ieri sera lo ha esonerato. Ringraziamenti di rito, ma si cambia strada. Una decisione che arriva a scoppio ritardato e che andava presa molto prima, quando si è intuito che il non gioco e l’assoluta mancanza di una fisionomia tattica della squadra sarebbero stati la carta d’identità del Modena di Pavan. Bisognava capirlo ad Ancona, bisognava capirlo nelle tante partite orribili giocate dai canarini prima che il campo calasse la mannaia sulla testa di una squadra fantasma che nelle ultime sette partite ha collezionato cinque sconfitte e due pareggi. Numeri impietosi, classifica drammatica: la logica ed inevitabile conseguenza per chi non ha saputo costruire, trovare un sistema di gioco adatto a una formazione che non è sicuramente composta da campioni, ma nemmeno così scarsa da trovarsi in una situazione tanto disastrosa. Anche a Santarcangelo la solita lugubre litania: Modena già rassegnato ancor prima di iniziare; la mazzata del’ex Dalla Bona nella ripresa ha spezzato le reni di un gruppo allo sbando, rimasto in dieci per l’espulsione di Cossentino, graziato da Ungaro su rigore nel recupero e colpito al 94’ per il classico 2-0, tutti a casa. A casa ci va Pavan per aver proposto un calcio tra i peggiori dell’ultimo quarto di secolo. Paga per quello, perchè il calcio vero, a qualsiasi livello, non è il Subbuteo dove tutti stanno fermi tranne l’omino che ha il pallone: il resto sono alibi uniti all’innegabile sfortuna. Se ne erano accorti tutti i tifosi gialloblù, si sono finalmente svegliati anche Caliendo e Pavarese che sono già alla ricerca del nuovo allenatore. Erra, già contattato ieri in tarda serata, è in pole position, a ruota Moriero, Capuano, Legrottaglie e più distante Pillon. Chi arriverà si troverà un bel da fare: c’è una squadra da rigenerare nella testa e nelle gambe, ma soprattutto da costruire completamente nel gioco. E dovrà farlo in una situazione difficilissima di classifica - il Modena resta terz’ultimo con Mantova e forlì a -2 dai gialli - e con la trasferta di San Benedetto del Tronto alle porte.

Poi a gennaio, Caliendo o chi per lui, se dovesse arrivare un cambio di proprietà al momento inimmaginabile, dovrà intervenire sul mercato per mettere qualcosa in più in un attacco imbarazzante.

Ed eccoci sul luogo del delitto. Il Santarcangelo è messo come il Modena: 2 punti nelle ultime 4 partite, classifica appena migliore, ma crisi nera. Marcolini si presenta con un 3-5-2 dove in mezzo spicca la figura dell'ex Daniele Dalla Bona come regista basso. In porta Nardi, Oneto, Adorni e Sirignano dietro, Gatto e Carlini interni tra Posocco e Rossi. Davanti Cesaretti e Cori. Il Modena riprova il 4-3-3: Accardi, Cossentino, Aldrovandi e Minarini sono a protezione di Manfredini, Giorico giostra in mezzo tra Laner e Osuji, Tulissi e Schiavi sono a supporto di Diakite. Nel primo tempo, a parte una traversa di Dalla Bona, non accade nulla anche perché il Modena, nonostante un modulo offensivo, è lunghissimo e pensa soprattutto a non prenderle. Il match cambia nella ripresa e la prima occasione è per i gialli: imbucata di Schiavi per Diakite che perde l'attimo per la battuta di sinistro, ma rientra sul destro e indovina l'incrocio scontrandosi con un miracolo di Nardi. Poi tocca a Manfredini superarsi su un sinistro al volo di Rossi. Al 65' il fattaccio: Cossentino, già ammonito, commette fallo su Cesaretti al limite dell'area. Sarebbe rigore, ma l'arbitro Marini vede l'intervento fuori, assegna la punizione mostrando il secondo giallo al canarino che esce. Pavan inserisce subito Zucchini per Tulissi. Il gioco riprende e il destro di Dalla Bona trova impreparato Manfredini sul proprio palo. Santarcangelo in vantaggio, con un uomo in più e una birra superiore nelle gambe. Dentro anche Ravasi per Laner e Modena che resta a quattro dietro invece di passare a tre e giocarsi qualcosa in più davanti. Al 78' Diakite fa una gran cosa sulla destra e spara, Nardi respinge sui piedi di "Tempesta" Ravasi che ha una palla comoda, comoda da mettere dentro, ma forse abbagliato dal color Lemonsoda delle sue scarpette, colpisce l’... aria. Bajner rileva Schiavi, l'unico uomo che non era da togliere, ma il Modena non ha gamba e testa per tentare il forcing finale. Il Santarcangelo spreca un rigore con Ungaro (fallo di Osuji su Rossi) e al 94' mette dentro il 2-0 con il subentrato Danza.

@PaoloVp305

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