Capuano: «Modena, sei la mia vera sfida»
«Qui perchè ci credo, premio solo per playoff o promozione»
Il Capuano day è scattato puntuale, ieri poco prima delle 11, ora in cui il neo allenatore canarino ha fatto il suo ingresso nella sala stampa del Braglia, accompagnato dal diesse Gigi Pavarese e dall'addetto stampa Antonio Vistocco. Giacca blu, camicia bianca e cravatta azzurra, abbinate a calzini in tinta e scarpe stringate, la mise scelta da Eziolino per presentarsi agli organi di stampa geminiani. Una divisa formale ed elegante, senza fronzoli, ben distante dall'immagine pittoresca che hanno reso di lui i noti video apparsi sul web, e direttamente proporzionale alle idee che ha dimostrato di aver ben chiare in testa in merito al suo ruolo.
"Questa è una sfida che mi affascina e non mi spaventa - ha esordito il mister - perché il Modena, negli ultimi 16 anni ne ha fatti 2 di A e 14 di B, per me quindi è un onore essere qui. Avrei potuto starmene tranquillamente ad Arezzo, sebbene in stallo ma profumatamente pagato, e invece ho scelto di rimettermi in gioco al nord in una piazza importante come questa. Sono stato chiamato da Caliendo e Pavarese che, apprezzati o meno, restano comunque due grandi uomini di calcio. Sono fiero ed orgoglioso di me stesso, anche se so di avere un carattere molto particolare che mi ha creato non poche difficoltà in carriera. Ma sono schietto e sincero, ecco perché di promesse non ne faccio, se non quelle di dare il massimo e di lavorare duro affinchè questa squadra esca da una posizione di classifica che non merita. Non credo ci sia, in Italia, un mister più esperto di me di Lega Pro. Tra gli anni '80 e '90, infatti, ho allenato in tutti i gironi". Quanto alla rosa che eredita da Pavan, Capuano palesa la medesima determinazione d'intenti: "Ora per me contano solo la squadra e i miei uomini che diventano i più forti al mondo. Sono consapevole delle problematiche che ci sono, come della sterilità in attacco che ha prodotto solo 7 reti, ma andrò ad agire affinchè la fase offensiva e di costruzione del gioco migliorino. Non sono i giocatori a doversi adattare al modulo, ma l'allenatore che deve saperne utilizzare uno giusto a seconda degli uomini che ha a disposizione. Voglio gente che morda le caviglie agli avversari, che abbia fame, che sappia andare oltre la fatica e lo "strapazzo". Metterò in campo chi saprà dimostrarmi di arrivare per primo sulle seconde palle, chi andrà a saltare rischiando anche di rompersi un sopracciglio. Non voglio sentire nessuno dei miei giocatori parlare di mercato, altrimenti non li faccio nemmeno spogliare e li mando direttamente a tifare in curva". A proposito del tifo, poi, il neo mister gialloblù non biasima una certa disaffezione del popolo geminiano verso la società e la squadra: "Dopo tanti anni di B, non avrei esitato io stesso a contestare per questa retrocessione. Ma da oggi mi metto in prima linea per risolvere le difficoltà, perché sono un uomo di trincea. D'ora in avanti darò tutto quello che posso per quei tifosi che vivono per la squadra come fosse la loro famiglia, per tutti coloro che rinunciano alla pizza del sabato sera per pagarsi il biglietto e venire a vedere le partite. Ho un contratto fino a fine anno e cercherò di onorarlo nel migliore dei modi, con premi solo in caso di playoff o promozione e non di salvezza". Quanto alla popolarità guadagnata attraverso social e piattaforme web di varia natura, dovuta ai suoi sfoghi veraci, Capuano ammette di essere, in conclusione, tutt'altro che un "internauta": "Non ho un buon rapporto con la rete, non sono nemmeno su Facebook. Tutto quello che circola su di me, lo conosco solo grazie a mio figlio che qualche volta me lo fa vedere, ma mi lascia del tutto indifferente. Ora vivo per una cosa sola: la mia squadra, il Modena".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
